A proposito di sicurezza

Non passano certo inosservate, con quella forma vagamente da tubero, e quell'enorme ala sul tetto che immancabilmente è il primo elemento che vedi volare quando - e capita molto spesso - qualcuna delle "Sprint Car" impegnate su un mini-ovale di terra battuta si imbizzarrisce e se ne va per i fatti suoi.
In USA si può dire che ci siano passati tutti da questa categoria, le leggende dell'automobilismo americano sono tutte concordi nell'affermare che l'istinto da corsa, la capacità di dominare la macchina in condizione estreme, sia esclusivamente derivato dalla loro esperienza in questa categoria immensamente popolare da quelle parti.
Una delle svolte epocali nella storia di questa serie è stata l'introduzione delle gabbia di sicurezza, accorgimento semplice quanto efficace che ha permesso di ridurre drasticamente il bilancio delle tragedie in pista.
La faccenda a quanto pare però ha sollevato anche un inaspettato effetto collaterale. Mario Andretti - e chi non sa chi è Mario Andretti conviene documentarsi un po' - dichiarò in un'intervista che la cosa peggiore che capitò alla categoria delle "Sprint Car" fu proprio l'introduzione della gabbia di sicurezza: questo condizionò la psicologia dei piloti portandoli a oltrepassare certi limiti che prima erano inimmaginabili.
E a rafforzare la sua teoria ci pensò anche la statistica e il numero di incidenti e infortunati che crebbe in maniera significativa dopo quel fondamentale cambio regolamentare.

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