Gp Cina 2011: pensieri sparsi

Dicevamo un paio di giorni fa, la Red Bull è battibile? La risposta è arrivata subito e per mano di Lewis Hamilton: sì.
La partenza poteva essere decisiva e lo è stata, perché si fosse involato in testa sin dal via per Seb la strategia a due soste probabilmente avrebbe pagato.Senti parlare in TV di "comprensione delle gomme Pirelli", l'impressione è che nessuno ci abbia ancora capito qualcosa - Alonso lo ribadisce a ogni intervista - e che le strategie siano, non dico improvvisate, ma quasi; dopo poi ci si finge tutti professori e si tirano fuori le tabelline. E' andata bene a Hamilton, soprattutto per merito suo, per la forza e la decisione nel sorpassare il compagno di squadra e per non aver avuto timore di forzare sino alla fine nonostante solo sette giorni prima avesse pagato duramente lo scotto con le gomme mescola "scarpina di Cenerentola a mezzanotte" Pirelli. Onore a Lewis, ma anche a Mark, Felipe, e Nico. Ecco comunque la coda di impressioni che il GP di Cina ha lasciato dietro dì sé:

Vettel: dopo l'ormai consueta pole del sabato, i problemi sono iniziati sin dal primo metro di gara. Forse con una strategia a tre soste avrebbe vinto ancora lui, ma con una macchina del genere in Red Bull hanno forse provato a fare i fenomeni, e per una volta non è andata bene. Ha comunque concluso secondo e non si può certo dire che gli sia andata male. Se pensiamo poi ai problemi con il KERS ancora balbettante e all'impossibilità di non poter comunicare con i box durante una gara del genere, si capisce che la sua gara è tutt'altro che da disprezzare.
Webber: è entrato in trance agonistica, e tutto il mondo intorno a lui si è eclissato. Nessuno poteva fermare la sua rimonta, ha passato tutto e tutti, a destra e a sinistra, un leone, puro stile Nigel Mansell in stato di grazia. Un podio che è come avere due vincitori in una gara sola.
Hamilton: se l'era preparata sin dal sabato, rinunciando a un set di gomme morbide in Q3 pur di preparare la gara. Il suo talento mostruoso ha fatto il resto. Come sorpassa Lewis - lo ripeto per l'ennesima volta - dovrebbero insegnarlo alle scuole elementari, al catechismo per chi è cattolico, e anche all'università. Dopo le difficoltà della Malesia alla terza gara il Luis ha già capito come domare le Pirelli, e adesso sono cavoli amari per tutti, Red Bull comprese.
Button: mai dare Jenson per spacciato, mai. Ha alzato il piede con il compagno di squadra dimostrandosi ancora una volta pilota di rara saggezza. Solo il degrado delle gomme e una Webber in "viaggio psichedelico" gli hanno tolto il podio da sotto i piedi. Certo poteva evitare la sosta ai box Red Bull:)
Alonso: un filo sotto tono oggi. Non ha mai preso il ritmo, è sembrato uno a cui mancava un sorpasso per sbloccarsi e invece non si è mai sbloccato. La Ferrari è dura da guidare, ma comunque i suoi punti li ha portati a casa. Deve riprendersi in fretta se vuole stare attaccato al treno dei primi.
Massa: conferma per Felipe. A un certo punto sembrava poter lottare per la vittoria, ma in definitiva - strategia o meno - ha sfoggiato una grinta e una decisione in gara che non gli si vedeva da tempo.
Rosberg: bella gara di Nico, è stato persino al comando, ha lottato con una Mercedes che è sembrata risorta rispetto a sette giorni prima, qualche problema di consumo lo ha poi costretto a non forzare troppo. Attendiamo la conferma, e speriamo ci sia, perché un Rosberg con una macchina competitiva potrebbe divertire e parecchio.
Schumacher: se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno c'è quasi da festeggiare per certe prestazioni, ma la realtà è che questo tizio non è un pilota qualsiasi, con lui non è possibile utilizzare un comune metro di paragone. Rimango del parere che conviene un po' per tutti ripensare all'esperimento rientro per Michael Schumacher. Spero vivamente di essere smentito, sarei il primo a esserne felice.
I piloti Renault: nella confusione generale di metà gruppo Petrov è riuscito a portarsi a casa qualche punto, Heidfeld, dopo aver sbattuto di tutto in prova, nemmeno quello. Manca costanza nel rendimento dei piloti: cioè manca Kubica. Ovviamente se l'obiettivo è quello di essere tra i primi nel campionato.
di Resta: buonissime qualifiche, poi in gara la Force India sembra avere un passo tra i peggiori in griglia. Finisce davanti al compagno di squadra, ma non è una grossa consolazione.
Perez: stava risalendo bene poi quell'uscita che ha compromesso anche la gara di un incolpevole Sutil. Peccato, ci sarà tempo per lui per fare vedere quello che vale.
Sutil: vedi sopra...
Red Bull: devono risolvere al più presto la faccenda del KERS. Un affare del genere a bordo è ormai insostituibile e non averlo o averlo come peso morto è un lusso che nemmeno loro possono permettersi. Un paio di errori al muretto poi - con Webber in prova e, con il senno di poi, con Vettel in gara - hanno ridato speranza agli avversari.
Ferrari: se pensiamo all'ottimismo dei test invernali quando ai chilometraggi da camionisti degli uomini in rossa si associava una competitività assicurata, allora siamo proprio messi male, se invece pensiamo al risveglio australiano, allora forse si è anche riuscito a limitare i danni. L'importante è avere le idee chiare su cosa migliorare e smettere di cercare i fantasmi nei corridoi di Maranello.
McLaren: questa squadra ha una forza pazzesca. Ha avuto l'umiltà e l'intelligenza di capire che il progetto originale della MP4-26 era da rivoluzionare. Lo ha fatto - copiando gli avversari senza troppi problemi - e grazie ai suoi due piloti ha quasi gli stessi punti in classifica della Red Bull. Roba non da poco di questi tempi.
Merceds: è necessaria la conferma, ma la Mercedes vista a Shanghai è  proprio quella che un po' tutti si aspettavano di vedere dopo le prove invernali. Quella freccia d'argento che aveva spaventato un po' tutti, proprio quella.
Toro Rosso: prestazione da ricordare in qualifica. La gara invece è stata un mezzo disastro, con la gomma volante di Alguersuari come ciliegina sulla torta. Per la Toro Rosso deve girare tutto al massimo per raccogliere qualche punto.
Team Lotus: per loro invece la conferma. Le macchine verdi e gialle sono a livello dei normali. Diciamo che la fase 1 è terminata. Adesso bisogna sgomitare nel gruppo.
DRS: l'idea di poter utilizzare quest'aggeggio sempre in qualifica è un'idea interessante. E' bello vedere chi non esita ad aprire l'alettone nel bel mezzo di un curvone veloce e chi no. Le continue variazioni della stessa FIA nelle regole di utilizzo fanno capire - meglio di qualunque parere personale - come in gara invece la strada dell'utilizzo "intelligente" sia ancora piuttosto lunga.  
Pirelli: certo le gare non ti fanno stare seduto un attimo e, fatto molto importante, il degrado delle Pirelli è decisamente democratico e non favorisce proprio nessuno, ma una certa sensazione che da un momento all'altro il primo in classifica possa ritrovarsi decimo e viceversa sta mutando profondamente il senso di un GP. Bello? Brutto? Boh, sediamoci e vediamo.
I circuiti: tutto a un tratto ogni circuito sembra adatto per le Formula 1. Le alternative erano due, o allagare le piste - idea cara al vecchio geniaccio Ecclestone - o calzare le gomme mescola "scarpetta di Cenerentola a mezzanotte" Pirelli.

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