Gp Cina 2011: qualifiche

Parcheggia la sua vettura sulla piazzola diligentemente segnalata dal commissario, si sfila i guanti mentre il pubblico acclama il suo nome. E' seduto nel suo abitacolo, immobile, casco in testa e sguardo fisso sulla telecamera. Negli occhi la convinzione del migliore, la piena consapevolezza di essere il numero uno in tutto e per tutto. Poi arriva il magico "goldfinger" e tutto si ripete come sempre.
E' la terza volta in questo 2011- su tre -  che la vettura Red Bull targata col numero uno finisce le qualifiche in pole position. Il tedesco è un vero animale del cronometro, abbassa di un secondo netto la sua migliore prestazione in appena un giro, tutto grazie a una combinazione di talento e tecnologia che gli altri sognano. A cominciare dal compagno di squadra Webber, completamente perso tra KERS difettoso, tattiche sbagliate e un complesso di inferiorità che inizia a essere tangibile. Certo che i problemi sono sempre sulla sua macchina, e questo inizia a diventare una faccenda fastidiosa, sia per i protagonisti diretti che per gli spettatori. Per l'australiano il diciottesimo posto in griglia, l'ennesima vittima del mostro biondo, del re cannibale che in questo momento non risparmia nessuno.
Nemmeno la McLaren con la coppia Button-Hamilton riesce nell'impresa di disturbarlo, prendendosi ben otto decimi, e tornando in un attimo nella stessa condizione dell'Australia, come se nulla in realtà fosse successo. Sebastian primo, il resto attende e guarda.
In Ferrari invece la situazione si fa sempre più difficile. I tifosi sono adirati, il presidente scalpita e i giornalisti incalzano. Intanto Alonso e Massa finiscono in quinta e sesta posizione, il massimo possibile ed addirittura preceduti da una - sola - rediviva Mercedes, quarta grazie al fedele Rosberg mai vinto e pronto a difendere l'onore delle frecce d'argento. Cosa che invece non può dire l'ex re o "Kaiser" Schumacher, sbigottito nel vedere la sua vecchia forza dentro il corpo del suo giovane erede e costretto a uscire dalla top ten causa anche un bandiera rossa negli ultimi due minuti della Q2. La Renault di Petrov si è ammutolita causa problemi al cambio, abbandonando il russo proprio in mezzo alla pista e costringendo i commissarri ad interrompere il tutto, penalizzando tutti quei piloti non ancora riusciti a segnare il giro veloce - il compagno Heidfeld incluso.
Infine bisogna dare merito alla vecchia volpe di Ascanelli, tornato nel girone dei migliori con entrambe le Toro Rosso grazie a genialità, coraggio, esperienza e quel team di Faenza sinonimo di impegno e qualità proprio come ai tempi della mai dimenticata Minardi.
Domani mattina sarà tempo di gara, agonismo e duelli, Ferrari e McLaren potrebbero sorprendere, molto dipenderà dalla prima curva. Nulla è stato ancora deciso, anche se manca davvero poco. Il re intanto pregusta trofei e champagne.
Qui sotto la classifica della Q3.

1. Sebastian Vettel - Red Bull-Renault – 1'33"706 
2. Jenson Button - McLaren-Mercedes - 1'34"421 
3. Lewis Hamilton - McLaren-Mercedes - 1'34"463 
4. Nico Rosberg - Mercedes – 1'34"670 
5. Fernando Alonso - Ferrari - 1'35"119 
6. Felipe Massa - Ferrari - 1'35"145 
7. Jaime Alguersuari - Toro Rosso-Ferrari – 1'36"158 
8. Paul di Resta - Force India-Mercedes - 1'36"190 
9. Sebastien Buemi - Toro Rosso-Ferrari – 1'35"203 
10. Vitaly Petrov - Lotus Renault – s. t.

(Articolo di Riccardo Cangini)

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