Gp Malesia 2011: pensieri sparsi

Più del DRS poterono le gomme Pirelli. Il GP di Malesia 2011 è stato probabilmente uno dei più interessanti mai corsi in quel di Sepang, e il merito è stato delle coperture italiane che hanno livellato le prestazioni delle principali contendenti, rendendo la lotta per la vittoria una questione di secondi e creando situazioni in pista da altri tempi. Davanti a tutti il solito Vettel che grazie alla pole strappata a Hamilton - mai come questa volta la pole è stata determinante, come se non più che a Montecarlo - ha potuto partire al comando, controllando in relativa tranquillità avversari, usura gomme e il KERS della sua Red Bull, bizzoso e piuttosto lontano dal definirsi affidabile. Dietro di lui le Mclaren si sono confermate, le Renault anche, e le Ferrari hanno dimostrato come a Melbourne che la 150 Italia è macchina da gara. Assolutamente inutili le penalizzazioni inflitte a Hamilton e Alonso, e il vizio di comandare le situazioni a tavolino non sembra proprio morire. Mercedes ancora deludente, anche se a leggere le dichiarazioni di tecnici e piloti c'è da pensare che la macchina sia in grado di dare un giro a tutti, ma loro per gentilezza con gli avversari si divertano a collezionare figuracce nei circuiti di mezzo mondo
Ecco comunque la coda di impressioni che il GP di Malesia ha lasciato dietro dì sé:

Vettel: ha costrutito la vittoria con una pole strappata letteralmente dalle mani di un Hamilton quasi incredulo. Seb è maturo, veloce, consistente, non forza mai oltre il necessario, e a questo punto è lecito considerare anche lui come "segreto" invincibile della RB7. Grandioso.
Webber: bella prova di Mark. Al via, senza poter utilizzare il KERS, sembrava al volante di una GP2, ma non si è demoralizzato, ha lottato con metà dei piloti in griglia senza commettere errori o essere coinvolto in spiacevoli contatti. Un quarto posto che vale molto di più di una semplice medaglia di legno.
Hamilton:il sabato dopo le qualifiche la sua espressione sembrava già intuire cosa sarebbe successo la domenica. La pole mancata è stata più di una semplice questione d'orgoglio: fosse partito al comando la gestione della gara sarebbe stata diversa, ci si è messo poi anche Heidfeld a rovinargli i piani. Poco lucido con la gestione delle gomme.
Button: rieccolo Jenson il magnifico. Secondo di intelligenza, costanza e anche talento. A differenza del compagno di squadra era dato come uno dei più avvantaggiati dal nuovo stile di guida imposto dalle Pirelli: a Sepang c'è stata la prima conferma.
Alonso: a un certo punto aveva il terzo posto a portata di mano, ha duellato - senza DRS - con Hamilton e alla fine ci ha rimesso lui, ma questo ci sta assolutamente, a dispetto del parere delirante dei commissari di pista. Positivo, di spirito ma anche in determinazione e velocità in pista. Fernando ha un tale modo di stare in pista che gli si può perdonare tutto.
Massa: Felipe si è finalmente sbloccato. Ha corso al limite di quello che gli concedevano gomme e macchina. E' da parecchio che non si vedeva una gara di questo tipo da parte del brasiliano. Peccato per il tempo perso ai box.
Petrov: dopo il podio di Melbourne una gara piena di indecisioni. Il volo nel finale poteva essere evitato, hai voglia poi di rimanere sorpreso dal piantone dello sterzo spezzato. (A proposito cosa centra questo incidente con quello di Senna?!!)
Heidfeld: ha fatto una partenza sullo stile Renault del biennio 2004-2005, quando tutti si chiedevano cosa diavolo avessero le monoposto gialle e blu per schizzare in quel modo al via. Poi una gara molto consistente - da sempre la sua specialità - e un podio meritatissimo. Quello che in Lotus Renault si  aspettano da lui.
di Resta: altri punti per il debuttante in Force India, e questa volta senza squalifiche altrui. Sta dimostrando quello che effettivamente vale.
Kobayashi: punti strappati coi denti da parte del giapponese. Fantastica la lotta in più episodi tra lui e Webber. Le sue gare sono sempre di un'intensità impressionante.
Perez: aveva tutta l'intenzione di ripetere la prova di Melbourne, cercando di fare una gara su due soste. Non gli è andata bene, ma il ragazzo in futuro potrebbe sorprendere ancora.
Red Bull: certo la RB7 è veloce, avrà anche un secondo in qualche taschino nascosto, ma questa faccenda del KERS rappresenta un handicap che solo lo straordinario talento di Vettel sta mascherando. Bisognerà vedere per quanto tempo durerà ancora il fluido magico. Battibile, e da più di una macchina.
Ferrari: convincente prestazione in gara delle rosse, con entrambi i piloti, e questo era parecchio che non succedeva. La Ferrari da anni soffre più o meno le qualifiche e poi in gara recupera, quando capita di essere davanti in griglia la vittoria è quasi automatica. Probabilmente è la solita storia della coperta corta, ma forse 'sta coperta prima o poi si allungherà.
McLaren: la forza di questa squadra, oltre che saper recuperare situazioni tecniche disperate, è quella di aver la coppia di piloti più assortita del circus. Uno velocissimo e grintoso oltre ogni limite, l'altro regolare e giudizioso. In questo modo una vettura rossa e argento riesce sempre a raccogliere qualcosa.
Lotus-Renault: fragile e veloce la macchina nera e oro, e non credo per rispettare le peggiori tradizioni delle monoposto della stessa livrea progettate qualche decennio fa da Colin Chapman. Difetti di fornitura e un rally non preventivato di Petrov hanno messo a dura prova i materiali. 
Team Lotus: Trulli e Kovalainen sono finalmente rientrati sulla terra. Sembrava impossibile, invece il ricongiungimento delle vetture verdi e gialle con i "normali" è avvenuto.
Mercedes: il sabato rilasciavano dichiarazioni soddisfatte che in pochi riuscivano a comprendere. Forse quelli dell'ufficio stampa avevano in mano la pagina sbagliata, o magari si riferivano alla cucina dell'hospitality.  Puntualmente per loro è arrivata la solita gara scialba... a meno che l'obiettivo a Stoccarda non sia quello di stare davanti a Team Lotus e Toro Rosso.
Williams: è insieme alla Mercedes la delusione di quest'inizio stagione. Prestazioni deludenti e affidabilità assolutamente insufficiente. Peggio di così...
HRT: ha superato lo scoglio del 107%, e questo è già un ottimo segno per loro. Da qui alla normalità ne passa ancora comunque.
DRS: continua a non convincermi, troppi guasti, e la riprova, con il duello tra Alonso e Hamilton, che lo spettacolo ci può essere anche senza creare disparità tra i contendenti. Spero non si arrivi al peggio per rendersi conto dell'errore..
Pirelli: in un modo o nell'altro hanno dato una bella scossa all'ambiente, livellando le prestazioni tra le monoposto e dando una bella manciata di imprevidibilità alle corse. Quanto sia voluta la cosa è tutto da vedere, ma non stiamo a sottilizzare se l'effetto è questo...
I commissari: che c... significa 20 secondo di penalizzazione per Alonso e Hamilton? Una disgrazia, un'ingerenza puntualmente fuori tempo e misura, un'altra invenzione della federazione che non dà nessun valore aggiunto. Da abolire al più presto.

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