Gp Malesia 2011: qualifiche

Giusto per ricordarsi che nulla in Formula 1 è mai troppo certo. Un promemoria che torna utile ogni volta che la situazione pare incredibilmente chiara e scontata, una frase che ancora una volta trova conferme nella realtà. Il nome del pole man è sempre lo stesso: Sebastian Vettel detto "The goldfinger" a causa di quell'indice ormai sempre alzato ad indicare il numero uno sulla carena, sul tabellone, in classifica generale. Ancora una volta il tedesco si dimostra vero animale da qualifica, emulando i miti del passato e conquistando la pole all'ultimo istante; una situazione a dir poco impensabile due settimane fa. Subito dietro troviamo infatti Hamilton, ma non più con un distacco sull'ordine del secondo bensì con poco più di un decimo di differenza. Fantastico l'inglese che è riuscito per ben due volte a scendere sotto il muro dell'1 e 35 e facendo per un attimo impallidire tutto il box Red Bull, resosi conto di non poter più dominare per colpa (o grazie) di una Mclaren ancora una volta maestra nei recuperi in poco, pochissimo tempo. La seconda fila occupata da Webber e Button ci disegna una vera sfida che infiammerà il già rovente circuito malese.
Chi invece può solo che guardare tutto questo è la Ferrari, quinta con Alonso e settima con Massa, distante dalle posizioni di vertici e alle prese con una 150° Italia che non vuole sapere di creare carico aerodinamico all'anteriore. Inutile nascondere la tensione e i musi lunghi dentro il box rosso,la situazione è questa e toccherà porre rimedio al più presto, imparando magari da quegli inglesi troppo frettolosamente bollati come finiti durante l'inverno.
Bene anche la Renault griffata Lotus con Heidfeld sesto e Petrov ottavo (chissà cosa ne pensa il povero Kubica). Ovviamente bravissimo Kobayashi ormai presenza fissa nelle posizioni che contano. Ancora male la Mercedes che vede Rosberg nono e un Schumacher undicesimo e penalizzato dall'ala mobile posteriore rimasta pericolosamente in posizione alzata. Uno schiaffo alla sicurezza che deve assolutamente essere considerato per capire se questo aggeggio è utile oppure è un errore da togliere il più presto possibile (per ora la bilancia pende in negativo).
Di sicuro domani non vi sarà da annoiarsi, causa anche una pioggia torrenziale pronta ad allagare il circuito per la gioia del vecchio Bernie. A seguire la griglia del Q3.

1. Sebastian Vettel - Red Bull-Renault - 1'34"870
2. Lewis Hamilton - McLaren-Mercedes - 1'34"974
3. Mark Webber - Red Bull-Renault – 1'35"179
4. Jenson Button - McLaren-Mercedes – 1'35"200
5. Fernando Alonso - Ferrari - 1'35"802
6. Nick Heidfeld - Lotus Renault - 1'36"124
7. Felipe Massa - Ferrari - 1'36"251
8. Vitaly Petrov - Lotus Renault - 1'36"324
9. Nico Rosberg - Mercedes - 1'36"809
10. Kamui Kobayashi - Sauber-Ferrari - 1'36"820

(Articolo di Riccardo Cangini)

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