Solo una pennichella

I loro unici momenti di tensione furono in in quel drammatico finale di stagione del 1976, quando l'autorità sportiva dovette prendere delle decisioni contro uno o l'altro. Per il resto Niki Lauda e James Hunt rimasero compagni di una vita, prima nelle formula minori, poi entrambi all'apice del successo in Formula 1, anche oltre la pista.
Non era raro che i due si vedessero al di fuori dei circuiti, e con uno come James Hunt l'epilogo che avrebbe preso una serata era praticamente scontato. La stagione è la 1977; in previsione di una sessione di prove comuni al Paul Ricard, Lauda invita a Salisburgo James per un paio di giornate da trascorrere in compagnia. Da Salisburgo i due si sarebbero trasferiti al circtuito Le Castellet a bordo di uno dei giocattolini volanti di Niki.
La sera precedente la partenza per Le Castellet i due la trascorrono in un locale in compagnia di qualche bellezza locale e un bicchiere in mano. Lauda a una cert'ora preferisce andarsene a dormire, visto anche l'impegno del giorno successivo, per James Hunt certi concetti non esistono nemmeno: lui va avanti a oltranza.
Il giorno dopo Niki è alla guida del suo Cesna e i tempi per il decollo stanno ormai scadendo. Niki ormai dichiara disperso l'amico, e si prepara per il decollo. Solo qualche secondo prima di rullare sulla pista si rende conto di un  taxi avvicinarsi all'aereo a gran velocità da un cancello laterale dell'aeroporto. E' Hunt che trafelato scende dal taxi, saluta un'avvenente ragazza e si imbarca.
Arrivati al circuito i due riprendono la routine da corsa, ognuno nei propri box, pause interminabili intervallate da pochi giri di test. Nel primo pomeriggio capita che l'unica monoposto in pista sia la Mclaren M23 di Hunt, il rombo del Cosworth è anche nelle orecchie di Lauda, ai box in attesa della sostituzione del proprio motore. Solo che proprio quando il Ford Cosworth di Hunt è al lanciato al massimo sul rettilineo del Mistral il ronzio cessa di colpo. Una cappa di silenzio cala sull'autodromo. Lauda pensa subito alla notte in bianco trascorsa da Hunt si dirige di corsa verso i box Mclaren, l'ambulanza si prepara a uscire, suona anche una sirena, Lauda e Teddy Mayer pronti al peggio salgono su una macchina della direzione pista con destinazione rettilineo del Mistral.
Arrivati sul rettilineo, si intravede la sagoma della Mclaren accostata vicino a un guard rail. Nessun segno di frenata sull'asfalto, né fumo e tanto meno fiamme. A pochi metri dalla monoposto ci si accorge anche che non esiste nessun danno visibile alla monoposto. L'ambulanza si ferma, scendono i medici, il pilota è ancora nell'abitacolo. Si aspetta qualche secondo prima di intervenire, nel frattempo arrivano a bordo della macchina della direzione pista anche Teddy Mayer e Niki Lauda. Teddy Mayer senza esitazione da un botta sul casco del pilota:
- James, dannazione, forse è meglio che torni a dormire.

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