Lettera aperta contro gli alettoni

Parliamo ancora di Jochen Rindt, e parliamo ancora di una lettera scritta di suo pugno. Al ragazzo piaceva scrivere evidentemente...  questa volta la lettera è aperta ma l'argomento è lo stesso di quella riportata in "Lettera a Colin Chapman" : ovverosia la sicurezza. La lettera è stata scritta poco prima dell'appuntamento di Montecarlo del 1969, ed è curioso il fatto che a distanza di quarant'anni proprio in vista dell'appuntamento monegasco le appendici aerodinamiche siano ancora fonte di preoccupazione e discussione tra piloti e tecnici: nel 1969 la questione era legata alla tendenza ad utilizzare ali posizionate molto alte; nel 2011 il discorso è legato al famigerato DRS. Da notare come alcuni argomenti siano decisamente attuali, altri un po' meno, ma credo lo stesso risulti una lettura interessante.

"Questa è una lettera aperta a tutti le persone coinvolte nelle corse di Formula 1. 
Voglio sollevare alcune eccezioni riguardo l'uso delle ali al momento utilizzare dalla maggior parte delle vetture di Formula 1, onde convincere chi di dovere della necessità di abolirli. Principalmente sono contro il loro utilizzo per due ragioni:
1) Le ali non hanno nulla a che vedere con una macchina da corsa. Sono completamente fuori luogo e non saranno mai utilizzate su una macchina da strada prodotta in serie. Parlo delle ali e non degli spoiler incorporati nel corpo vetture. Qualcuno potrà dire che questi ultimi portano un po' di colore alla forma delle monoposto, e non posso argomentare nulla contro: ma la Formula 1 è un affare serio e non uno spettacolo di hot rod.
2) Le ali sono pericolose, per i piloti, ma anche per gli spettatori.
Quando apparirono per la prima volta in un GP di Formula 1, lo scorso anno a Spa, erano solo semplici appendici montate davanti e dietro a Ferrari e Brabham. Avevano poco effetto, eccetto alle alte velocità dove agivano come una specie di stabilizzatore. Questo avrebbe potuto essere un utilizzo intelligente ma la Lotus, un mese dopo in occasione del GP di Francia a Rouen, si presentò con la prima vera ala. Improvvisamente ci si è resi conto di cosa si sarebbe potuto avere con l'aiuto dei flussi d'aria; ma nessuno si è interessato di quello che sarebbe successo se qualcosa fosse andato storto.
Penso sia difficile progettare un'ala che riesca a sopportare tutte le forze a cui è sottoposta. Certo questo non è compito mio, e lo deve essere di chi progetta le macchine con cui corriamo, ma penso anche che questi siano problemi risolvibili in breve tempo. 
I problemi veri sono altri: le ali ovviamente lavorano con i flussi d'aria che si formano attorno a loro e la situazione cambia repentinamente se ti capita di seguire da vicino un'altra macchina; mentre lui può avere tutti i benefici dall'utilizzo dell'ala, tu che insegui devi affrontare gli squilibri creati dalle turbolenza create dalla macchina che ti precede. Questo significa che anche se il pilota davanti a te è più lento, diventa impossibile sorpassare perché le tue ali non funzionano correttamente. E questo limita notevolmente la competizione in pista.
Capirete che una realtà del genere impedisca le lotte ravvicinate in pista, che rimangono nel motorismo sportivo l'aspetto più eccitante, e che per questo sia nell'interesse di piloti e spettatori vietare le ali.
Se guardiamo poi a cosa può succedere nel caso di malfunzionamento o rottura di queste ali, basta vedere al mio incidente durante il GP di Spagna. Stavo guidando senza problemi nella parte più veloce del circuito di Barcellona, quando l'ala della mia macchina si è rotta e il carico da deportante è passato a portante. Il retrotreno della mia monoposto ha iniziato a sollevarsi da terra e per poco non ho superato la doppia fila di guardrail messi a lato della pista. Per fortuna il mio volo è stato di una ventina di centimetri più basso di quanto sarebbe stato sufficiente per farmi schizzare fuori dalla pista. Riuscite a immaginare quello che sarebbe successo se fossi volato tra gli spettatori? Di questo passo monteremo ali talmente grandi da permetterti questo con una certa facilità e sarà il caso di preoccuparsi dell'integrità degli spettatori.
Considerato tutto questo, sono arrivato alla conclusione che le ali siano molto pericolose e perciò dovrebbero essere proibite


Begnins, SWITZERLAND. JOCHEN RINDT."

Questa lettera fu scritta prima del GP di Montecarlo, ma apparve su "Autosport" il 23 maggio 1969, una settimana dopo il GP. Le ali alte vennero proibite a partire dalle prove del venerdì del GP di Monaco, prima che la lettera venisse pubblicata.

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