Sottosterzo indotto

Fu uno shock epocale per gli inglesi. Il loro miglior pilota, l'eterna speranza Stirling Moss chiuse la carriera in lunedì di Pasqua del 1962 a Goodwood, in un incidente le cui cause ancora oggi non sono state del tutto chiarite. Lo stesso Moss non conserva molti ricordi di quel giorno e in particolare dei momenti che precedettero la sua uscita di strada.
Moss era alla caccia di Graham Hill ed era sul punto di raggiungerlo, quando improvvisamente deviò verso il margine sinistro del tracciato, prima nell'erba e poi contro un terrapieno all'esterno di una destra poco prima della curva di St. Mary, nella parte di circuito più lontana dai box. L'incidente avvenne a quattro giri dalla fine della gara - fuori campionato - di 100 miglia riservata alla Formula 1: la corsa si concluse senza interruzione e Hill vinse al volante della sua BRM.
Ai soccorritori occorsero quaranta minuti per riuscire a liberare Stirling Moss dai rottami del telaio della Lotus Climax che lo tenevano imprigionato. Moss rimase quattro giorni di coma e ogni ricordo sull'accaduto si dissolsero in quelle ore di incoscienza.
Quali furono le cause dell'incidente? E perché - a detta di numerosi testimoni - a un'apparente tentativo disperato di frenata appena toccata l'erba non fece seguito un altrettanto estremo tentativo di evitare di cozzare contro il terrapieno? Si parlò di malore, di una perdita nello scaricò che lo avrebbe reso progressivamente incosciente, dell'acceleratore bloccato al massimo, di un problema allo sterzo, e addirittura di un segnale di Hill frainteso da parte secondo cui Moss avrebbe dovuto superarlo.
E se invece fosse stato semplicemente un errore di Stirling Moss?
Facciamo un passo indietro, Moss era sì partito dalla pole quel giorno, ma aveva comandato la gara per poco, essendo stato passato nelle prima fasi di gara dal quasi debuttante John Surtees. Si era poi fermato ai box per risolvere problemi al cambio. Avevo ripreso la pista e il suo orgoglio - e talento - aveva fatto sì che segnasse il giro più veloce il giro prima dell'incidente. Ma quando si parla di talento, cosa si intende?
Nel caso di Stirling Moss si parla di "sottosterzo indotto", ovverosia il metodo che Moss utilizzava per trovare il limite della vettura nell'affrontare una curva.  Denis Jenkinson - storico giornalista inglese, ma anche pilota e grande amico di Moss - in un suo libro scriveva che questa tecnica veniva utilizzata dai migliori piloti in due modi: una per levarsi dai guai quando ci si accorgeva di aver preso una curva a una velocità insostenibile, e la seconda per affrontare quella curva a una velocità altrimenti insostenibile.
Jenkinson descrive la tecnica con queste parole:
"Se un pilota riesce ad applicare questa tecnica la curva viene affrontata a una velocità notevolmente superiore, bisogna essere determinati nell'applicare i movimenti necessari e Moss è uno dei più abili nell'applicazione di questa tecnica, specialmente in circuiti veloci come Silverstone o Goodwood", Jenkinson aveva avuto esperienza diretta delle capacità di guida di Moss, essendo stato copilota nella Mille Miglia del 1956, "ovviamente quando si guida al limite di aderenza delle gomme anteriori in questo modo, il minimo errore nell'approcciare la curva o nei movimenti utilizzati per correggere la traiettoria significa far scivolare inevitabilmente le ruote anteriori fuori pista".
Potrebbe essere questa la spiegazione di tutto?

Nessun commento:

Powered by Blogger.