A uno sbaglio segue sempre la scusa

Già da metà 2010 se ne cominciò a parlare, poi discutere, poi litigare e infine combattere. I team, sotto richiesta/ordine di Bernie Ecclestone, trovarono uno stratagemma per favorire i sorpassi pensando in comune accordo a una ala posteriore attivabile solo dal pilota che segue.
Idea curiosa e prima nel suo genere, che successivamente la FIA ha approvato. Ora eccoci qua, tra mille parole e facce perplesse, senza capire esattamente quale sia la strada giusta. O meglio, alcuni si dicono certi che questa diavoleria ha ridato lo spettacolo mancato, mentre tutto gli altri (compresi gli "esperti" con anni anni di gare viste in Tv) rifiutano nel modo più assoluto il DRS (un modo più fico per dire ala mobile). Però tale argomento merita ancora una leggera riflessione perché è troppo facile accettarla ma anche ripudiarla.
Partiamo da un punto evidente e certo: Quando l'ala si abbassa, il recupero di velocità in rettilineo è davvero notevole, fattore che permette il sorpasso molto più facilmente rispetto al passato. Quindi tale manovra viene indotta artificialmente con un pulsante e l'abilità del pilota è un elemento che sparisce del tutto. In questo caso quindi bisogna dare ragione ai "contro", perchè è evidente come tutto ciò sia contrario proprio al significato di "corsa" e "competizione".
Ma se andiamo a pescare dalla memoria qualche gara fa, vediamo che lo stesso concetto si riproponeva,. ma in un modo diametralmente opposto: un pilota più veloce non poteva passare quello più lento. Basta guardare Abu Dhabi 2010, con Alonso che per questo ci ha perso un titolo iridato; il sempre temuto appuntamento d'Ungheria, Imola 2006 con Schumacher non in grado di agguantare una preziosa vittoria. I risultati di fine gara quindi sono stati più di una volta diversi rispetto ai veri valori in campo, fatto anche questo contrario alla etica sportiva.
Il problema però è che la F1 ha bisogno di esagerazione. Non può rientrare nella norma, bensì deve trovare un modo per esasperare qualsiasi cosa, dallo sviluppo della vettura ai fatti in pista. Il DRS quindi è giusto? No, non lo è. Però se un pilota più veloce ora ha la possibilità di scavalcare la classifica tanto meglio, ma è ovvio che bisogna trovare un'altra soluzione.
E forse le nuove modifiche per il 2013 potrebbero servire a questo, anche se i dubbi rimangono sempre tanti e le paure troppe. Se poi la Pirelli si convincesse a fare delle mescole dure più resistenti allora le polemiche certamente si placherebbero almeno un po'.
E poi in fondo tutto questo è sempre in stile F1. Sorprendere, sperimentare e andare contro corrente, in modo che i fedeli appassionati abbiano sempre qualcosa su cui parlare e confrontarsi. Vediamolo quindi come un gesto d'affetto.

1 commento:

Telespalla Blog Sport and Race ha detto...

Sono proprio curiuso di vederla , l'ala mobile a Budapest.

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