Il ritorno dell'umanità

Il Consiglio Mondiale si è riunito per decidere, ma alla fine siamo esattamente nella stessa situazione precedente; al massimo con più visi imbronciati in e toni tendenti alla polemica e allo scandalo.
L'epicentro rimane sempre quella data in Bahrain, saltata a Marzo, causa rivolta popolare, e riammessa nel calendario per motivi più economici che altro.
Il Circus infatti, anche senza la trasferta nel deserto arabo, ha in programma ben diciannove appuntamenti: più che soddisfacenti per creare una stagione 2011 ricca e intensa. Eppure si è voluto a tutti i costi tornare laggiù, costringendo allo slittamento del GP d'India addirittura all'11 Dicembre.
Subito però arrivano una marea di comunicati e notizie preoccupanti, tra una crisi politica per nulla finita, bugie dette per dare al mondo una immagine di un paese ancora lontano dalla pace, e l'ombra della F1 usata come strumento di repressione, una strumentalizzazione politica di uno sport che dovrebbe invece essere un momento di sorriso e svago.
E allora tutto si ferma, si arresta di colpo, si ritorna sui propri passi.
Esemplare il comportamento di Ecclestone, prima strenuo difensore dell'evento e ora uno dei più dubbiosi e attento alla situazione. Il tutto mentre la FIA dichiara che serve una nuova votazione. Ed è questo che colpisce.
In mezzo a mille comunicati e interviste, nascosta da tante parole e pensieri, si intravede un barlume di umanità, un minuscolo sentimento in grado però di battere, per una volta, l'impellente bisogno di soldi e guadagno. La data in Sakhir frutterebbe enormi ricavi per tutti, ma se poi negli spalti la gente non ci può essere, allora è la gara stessa a non aver più senso.
Una regola che, anche oggi, non è stata dimenticata ed è riuscita a richiamare calma e l'attenzione nel cuore e mente di tutto e tutti. Piccole cose è vero, ma sono proprio questi i segnali che poi, un giorno, porteranno nella giusta direzione.

Nessun commento:

Powered by Blogger.