Lasciare di stucco

Personaggi tosti gli australiani nel mondo delle corse: pragmatici, senza troppi fronzoli, orientati al risultati con una forza e determinazione probabilmente donata come corazza dall'ambiente sterminato in cui nascono. Basta ricordare un paio di nomi, anzi tre, come Jack Brabham, Alan Jones e anche Mark Webber. Piloti vincitori di campionati del mondo, Webber a parte, e che in pista non hanno mai concesso un centimetro di pista nemmeno a strapparglielo di dossso.
Per non parlare poi delle serie che da quelle parti si sono inventati nel corso degli anni, importando macchina e piloti dal vecchio continente, la Tasman Series, o reinventando il concetto di Nascar con le loro V8 Supercars che attraggono folle oceaniche in tutte le piste in cui la serie approda.
Parliamo di una di queste piste, quella di Oran Park, circuito situato dalle parti di Sidney e con la particolarità di avere un rettilineo di partenza con una pendenza particolarmente pronunciata.
Per ovviare ai disagi derivanti da questa situazione durante le fasi di partenza gli organizzatori confermarono ancora una volta la loro capacità di adattamento: per bloccare le macchine nelle posizioni di partenza era prassi comune inserire sotto le ruote pezzi di gesso. Materiale con la giusta consistenza per impedire alle vetture di muoversi e nello stesso tempo facili a sgretolarsi una volta sottoposte allo slancio di una macchina da corsa al via.

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