Le interviste impossibili: Willy Mairesse (parte 2)

Ritorniamo con la seconda parte dell'intervista a Willy Mairesse. C'eravamo lasciati con la brutta faccenda di Spa nel 1962. Un incidente da cui riuscì a risollevarsi ma che segnò profondamente nell'animo il pur mai indomito Mairesse, e che lo portò a riconoscere - qualche anno dopo - che a Blanchimont quel giorno in lui qualcosa si ruppe definitivamente.

-YAF1BLOG Adesso però dobbiamo parlare di Le Mans.
-WM Parliamo ancora di Spa invece.
-YAF1BLOG Perché?
-WM Perché ti sei dimenticato di citare il GP del Belgio del 1963.
-YAF1BLOG Okay, parliamo allora ancora di Spa, nel 1963 in Ferrari come compagno di squadra hai Surtees, non uno qualsiasi.
-WM Lasciamo perdere... mai andati d'accordo con quello, mi ricordo che Phil Hill prima di andarsene da  Maranello disse che ci sarebbe stata un'aspra lotta in Ferrari con me e Surtess. E ci azzeccò in pieno.
Ride.
-YAF1BLOG Adesso però, torniamo a Spa 1963.
-WM In prova faccio il terzo tempo, a Spa, ormai lo sai anche tu, in pochi possono fare meglio di me a parità di macchina, infatti Surtees segna solo il decimo tempo. La domenica piove, bene penso io, è il mio territorio di caccia, solo che parto male, ma non demordo. Risalgo al terzo posto e inizio a rosicchiare terreno a Clark che stava scappando a suo modo, solo che il motore si ammutolisce, e finisce tutto lì. Peccato.
-YAF1BLOG Il 1963 però è anche l'anno del tuo terrificante volo al Nurburgring.
-WM Beh anche in quel circuito non ero male, avevo appena vinto la 1000 Km con le Sport, in coppia con Surtess per di più, e la tensione però tra me e lui in quel GP era palpabile. Quello che mi spiace è che quel ragazzo ha finito per rimetterci.
-YAF1BLOG Come fu la dinamica dell'incidente?
-WM Tu sei mai stato al Nurburgring?
-YAF1BLOG No.
-WM E allora non puoi capire cosa fosse affrontare il "Flugplatz" con una Formula 1 nel 1963. Volevo recuperare su Surtees che era davanti, il primo giro andò bene, il secondo no. La macchina mi si imbizzarrì, guidavo al limite e l'errore fu mio, cercai di controllarla ma ormai due ruote erano sull'erba, mi ribaltai, e andai a sbattere in una zone destinata agli addetti della Croce Rossa. Mi spiace per quel ragazzo.
-YAF1BLOG Anche tu ne uscisti male però.
-WM Sì, fratture a gambe e braccia, ustioni, non fu un periodo facile per me anche perché era appena successo il fattaccio di Le Mans...
-YAF1BLOG E rieccoci a Le Mans. La tua corsa maledetta?
-WM Non so se maledetta, so che c'è gente che ci corre una volta sola e vince; ci sono invece tanti piloti come me che con più sfiorano il successo con più questo si allontana. Nel 1963 ci stavo quasi arrivando solo che la macchina prese fuoco nel finale della corsa dopo un rabbocco di carburante fatto forse troppo di fretta.
-YAF1BLOG Altre ustioni?
-WM Sì, ma ormai a quelle non ci facevo quasi più caso, era più la delusione per la vittoria mancata. Avrei voluto proprio vincerla quella corsa.
-YAF1BLOG E ci hai provato ancora?
-WM Chiaro, sino alla fine. Nel 1968 avrebbe potuto essere la volta buona. Partii al volante di una Ford GT 40, gran bella macchina, perfetta per la 24 Ore di Le Mans, guidabile e veloce. Eravamo anche i favoriti, solo che al via, quello classico di Le Mans, quello con i piloti che scattavano a piedi dal lato opposto delle macchine e si faceva tutto da soli prima di schizzare al massimo, dicevo, non so se per un mio errore o per un difetto del meccanismo di chiusura delle portiera, fatto sta che partii con la portiera semi aperta. E una volta arrivato a Mulsanne la macchina esplose letteralmente. E lì finì la mia carriera. Rimasi in coma per due settimane, e quando ripresi coscienza, beh lasciamo perdere...
-YAF1BLOG Certo che non si può dire che i tuoi incidenti siano stati in punti "normali".
-WM E' vero, Blanchimont, Flugplatz, Mulsanne... diciamo che mi piaceva farmi notare.

Sbuffa, si accende una sigaretta, mi guarda silenzioso con quel suo sguardo sofferto, si alza dalla poltrona, guarda l'orologio.
Credo sia arrivato il momento di chiudere qui l'intervista.

Willy Mairesse non si riprenderà più da quell’incidente: i danni cerebrali risulteranno tali da non permettergli più di tornare al volante di una macchina da corsa. Sopravvissuto ad ogni genere d’incidente, consapevole di non poter più correre, si toglierà la vita in una camera d’albergo a Ostenda il 2 settembre del 1969.
(Willy Mairesse (1/10/1928 Momignies, Belgio – 2/09/1969 Oostende, Belgio)

Questa intervista è ovviamente puro frutto di delirio onirico. Nessun dialogo è intercorso tra l'autore e il soggetto "intervistato".
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