Parallelismi: James Hunt e Kimi Raikkonen

Verso la fine degli anni settanta fu istituito un premio - anzi due - dalla stampa specializzata: il "Premio Arancio" e il "Premio Limone". Il primo veniva assegnato al pilota ritenuto più collaborativo e disponibile con i giornalisti; il secondo a quello meno disponibile e scorbutico.
Dominatore assoluto di questa seconda classifica tra il 1977 e 1979 fu James Hunt: lunatico, capace di far aspettare un giornalista fuori dal motorhome per mezze giornate intere; con un personalità doppia che spaziava da colui in grado di reggere un discorso con il Duca di Kent al peggiore e rissoso uomo della strada portatore di parecchi dei vizi della società moderna.
Ci fosse stato nei primi anni 2000 quel premio probabilmente il numero di titoli sarebbe stato superato da Kimi Raikkonen: mai in grado, una volta fuori dall'abitacolo, di adeguarsi al modello "pupazzo pilota da comunicato stampa"; lunatico anche lui e come l'inglese; pronto a liberarsi con una spinta di un fotografo troppo appiccicoso e ad abbandonarsi ai sopracitati vizi della società moderna.
Entrambi hanno avuto una carriera abbastanza breve, poche formula minori: per Kimi una ventina di gare in Formula Renault, per Hunt un po' più di gavetta ma il debutto in Formula 1, nel 1973, avvenne comunque a pochi anni di distanza dalla prima uscita in circuito.
Entrambi dotati di talento cristallino, in grado di portare a termine gara da leggenda - per Hunt Canada e Giappone 1976, per Raikkonen ogni sua vittoria a Spa e l'incredibile GP del Giappone 2005 - ma sempre con quell'approccio all'ambiente clamorosamente fuori dallo standard imperante.
Entrambi diretti nelle parole sino ad apparire rudi hanno vinto un campionato del mondo a testa - 1976 per Hunt, 2007 per Raikkonen - dopo di che la loro stella si è affievolita: ancora un paio di anni per in Formula 1 e poi la decisione di lasciarsi tutto alle spalle.
Il dopo Formula 1 di James Hunt è stato un periodo di disagio personale, quello di Kimi sembra una vana ricerca di una soddisfazione irraggiungibile.

Nessun commento:

Powered by Blogger.