domenica 31 luglio 2011

Gp Ungheria 2011: i più e i meno

Non c'è niente di meglio che una bella spruzzata d'acqua per rendere interessante anche il circuito di Budapest. Le bizze meteo ci hanno regalato una gara d'altri tempi - c'è stata persino la scena molto anni settanta di una macchina a fuoco a bordo pista e nessuna SC in pista.
Ha vinto - come spesso capita quando il clima fa le bizze - un fantastico Jenson Button; ha praticamente vinto anche Sebastian Vettel che se ne va in vacanza con un vantaggio ancora più cospicuo in classifica e la certezza che tutta quella gente in cerca di riscatto alle proprie spalle da qui a fine stagione finirà solo col rubarsi punti a vicenda; ha perso Lewis Hamilton che ha gettato letteralmente la gara al vento con una rapida successione di testacoda e scelta completamente sbagliata di gomme.
Fine settimana di ombre e luci per Fernando Alonso: un podio trovato ma anche la sensazione di aver perso l'ultimo treno per non far scappare Vettel. Errori in qualifica e troppi errori in gara: certo un po' tutti hanno sbagliato ma diciamo che Hamilton e Alonso in quel di Budapest si sono particolarmente distinti.
Grande Toro Rosso in grado di portare due macchine a punti e soprattutto Buemi partito ultimo e arrivato ottavo. Solita insipida Mercedes - con Rosberg comunque a punti - e di Resta che fa la staffetta con Sutil nel portare a termine una gara decisamente positiva per la Force India.
Ecco comunque i più e i meno della gara di Budapest.

Piloti
Efficace:
Button (Dopo Montreal un'altra gara vinta sull'umido e con condizioni di aderenza prossime allo zero. Meraviglioso nel non cedere alla "prepotenza" del compagno di squadra e a sbagliare meno degli altri. A questo punto non di può non pensare agli ultimi due suoi ritiri e a quanto abbiano levato Jenson dalla lotta per il titolo. Per Vettel poco importava in fondo vincere o arrivare secondo, l'importante era aumentare il vantaggio in classifica prima della sosta: missione compiuta. Gran bella prova di di Resta bravo a non commettere errori in una situazione decisamente complicata.
Hamilton (Ha ceduto sul terreno a lui forse più congeniale: quello dell'umido con gomme slick. Poi è arrivato la sciagurata scelta strategica di gomme e il drive-through, ma la colpa è stata solo sua. Per Alonso una gara con parecchi errori: d'accordo la grinta da mettere in pista ma questa volta ha esagerato.)

Combattivo:
Button (Non solo tattica e pulizia di guida: anche tanta grinta dietro il successo del campione del mondo 2009. Ha resistito alla grande nel duello con il compagno di squadra - senza scorrettezze - e ha fatto capire che proprio la vittoria voleva prendersela lui. Per Buemi una rimonta dal fondo della griglia impressionante con dei rischi presi nella prima fase di gara da ragazzo con piede molto pesante.
Sutil (Dopo i fasti tedeschi ha finito una mezza quaresima dietro il compagno di squadra. Per Perez una partenza disastrosa e un sorpasso con bandiere gialle giustificabile solo dalla sua scarsa esperienza)



Fortunato:
Alonso (Si è ritrovato sul podio grazie al clamoroso errore di strategia da parte di Webber ed Hamilton nonché al drive-through affibbiato all'inglese. Un bel regalo in un fine settimana dove lo spagnolo ha parecchio su cui meditare.)
Heidfeld (Ha rischiato parecchio con un incendio che ci ha riportati tutti quanti indietro di una quarantina d'anni.)
Auto

Efficace:
Mclaren (La sberla inglese subito a Silverstona ha avuto un effetto impressionante: due vittorie di seguito ed ennesima dimostrazione di efficacia da parte del team di Woking. Per una volta meglio la vettura che i suoi piloti: la Ferrari a Budapest doveva raccogliere di più ma le qualifiche prima e i testacoda in gara poi hanno regalato al popolo ferrarista una mezza delusione.
Mercedes/Renault/Williams (sono le tre delusioni dell'anno e non perdono occasione per ribadire il concetto)
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