Mecanica nacional

Nella prima metà degli anni settanta scoppiò la febbre della Formula 1 in Sud America: si iniziò con la reintroduzione del GP di Argentina per poi successivamente istituire di quello del Brasile.
Fatte le gare però bisognava fare le macchine sudamericane, e quindi si proseguì con due progetti per costruire monoposto locali in grado di rivaleggiare con lo "status quo" europeo.
Della Copersucar - progetto finanziato dal governo brasiliano e gestito dai fratelli Fittipaldi - qualcosa si sa; un po' meno della Berta, tentativo comunque ambizioso messo in atto dall'argentino Oreste Berta e che non ebbe mai la soddisfazione di calcare il palcoscenico di un GP di Formula 1.
Berta si fece le ossa - meccanicamente parlando - nella sussidiaria argentina della Renault, dove si fece un nome preparando un motore 6 cilindri di 4 litri per le gare turismo locali, ottenendo con questa unità parecchi successi. L'eco di tali successi raggiunse de Tomaso che propose a Berta di sviluppare le proprie macchine da corsa. Per non perdere Oreste Berta la Renault fece una controproposta: avrebbe avuto carta bianca in Argentina continuando a sviluppare motori Renault per competizione di macchine da turismo e in più iniziare anche a costruirsi macchine da corsa in proprio.
La factory della Berta venne costruita non lontano dal circuito di Corboba, e le prime vetture prodotte furono sport prototipi equipaggiate con il motore a 4 cilindri che tanta fortuna aveva portato al buon Oreste.
Oreste Berta però non era uno stupido, forse un po' visionario, ma non del tutto stupido, ed era convinto che cercare lo stesso livello di prestazioni dei prodotti europei partendo da zero sarebbe stato solo un gioco al massacro: cosi si mise di buona lena, prese quella che all'epoca era il cuore del 90% della Formula 1 in griglia - l'accoppiata Ford Cosworth DFV/Hewland - e da queste basi partì per migliorarli, rendendoli "più leggeri e robusti".
Nacque così il V8 Berta - una semplice copia di un DFV secondo molti - e la prima Formula 1 targata Berta vide luce verso la fine del 1974. La monoposto venne testata dal pilota argentino Nestor Jesus Garcia Veiga, e anche in questo caso qualcuno trovò una spiccata somiglianza con un prodotto europeo: in questo caso la Brabham BT 34.
Le ambizioni di Oreste Berta si scontrarono ben presto con l'inaffidabilità dei fornitori: l'iscrizione al GP d'Argentina del 1975 venne ritirata all'ultimo momento a causa di una fornitura di pistoni destinati al Berta V8 lavorata in modo errato. Questa fu il primo e unico tentativo di apparizione di una Berta in una gara di Formula 1; ci fu un'uscita della stessa monoposto equipaggiata con un motore diverso dal Berta V8 in una gara di Formula 5000 a Laguna Seca, ma poi nulla più.
Solo silenzio poi: a parte le urla dei dirigenti Renault di fronte alla lista spese sostenuta dalla sussidiaria argentina.

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