Polivalente nato

Carlos Alberto Menditéguy, nato a Buenos Aires da famiglia decisamente agiata, era uno di quelle persone a cui riusciva fare di tutto, ma proprio tutto.
Qualsiasi disciplina intraprendesse finiva per eccellere, e anche a livelli piuttosto alti. Gli capitò con il golf, il calcio, tennis, billiardo, scherma, squash, tiro al piattello, box e polo. Soprattutto in quest'ultimo sport si distinse raggiungendo negli anni quaranta risultati a livello mondiale.
Poi come parecchi rampolli di buona famiglia in quei periodi, si invaghì del rischio e del fascino racchiuso in una macchina da corsa.
Playboy, determinato, sicuro di sé sino ad apparire arrogante, Carlos si divertiva con le automobili e, nonostante cogliesse solo l'aspetto romantico ed eccitante delle corse - conscio che alla fine di ogni gara altro lo aspettava per riempire la propria vita - il suo impegno una volta al volante di una macchina da corsa era totale.
Iniziò a correre in Argentina, ma il suo stile risultò essere troppo aggressivo e nonostante una buonissima velocità di base le sue gara finivano quasi sempre per problemi meccanici alla vettura. Quando la macchina resisteva però erano quasi sempre ottimi risultati: nel 1950 vinse a Playa Grande al volante di una Ferrari 166 MM  e nei primi anni 50 figurò piuttosto bene nel GP d'Argentina e fece anche qualche apparizione in Europa al seguito dell'altro argentino Juan Manuel Fangio. ma senza mai completare una stagione completa.
Nel 1956 si trovò addirittura al comando del GP di casa con un grande vantaggio sugli inseguitori, salvo poi sbagliare una cambiata e finire fuori pista. Sempre nello stesso anno vinse in coppia con Stirling Moss la 1000 Km di Buenos Aires e a Serbring riuscì a sopravvivere a un bruttissimo incidente in cui venne sbalzato dal posto di guida della propria Ferrari.
Si riprese e nel 1957 finalmente nel GP d'Argentina terminò a podio, alla guida di una Maserati 250F, dietro a Fangio e Jean Behra. Corse per la Maserati anche in Europa quell'anno: a Montecarlo si qualificò settimo e in gara arrivò sino al terzo posto prima di perdere terreno per problemi con le gomme. In Francia e in Inghilterra collezionò due ritiri e fu a quel punto che alzò la voce contro la Maserati rea a suo dire di fornirgli materiale non all'altezza. Chiramente in disaccordo, i vertici della Maserati addussero a motivazione dei ripetuti problemi meccanici sulla sua vettura lo stile di guida troppo esigente nei confronti della meccanica da sempre caratteristica di Menditéguy.
Probabilmente come in tutte le situazioni di questo tipo la verità era da cercare nel mezzo ma, ovunque fosse celata questa verità, Menditéguy se ne torno disgustato nella sua Argentina, nel bel mezzo della stagione lasciando gli "europei" alle prese con i loro problemi.
Continuò con le corse limitando però le sue apparizioni a gare nel proprio paese natio, nel 1960 - ancora nel GP d'Argentina - coglie un notevole quarto posto al volante di una Cooper Maserati della Scuderia Centro Sud.
E' l'ultima apparizione alla guida di una Formula 1. Dopo essersi distinto come allevatore di cavalli muore nel 1973 per un attacco di cuore  in seguito a un'operazione chirurgica.

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