Gp Belgio 2011: i più e i meno

E pure la mitica Spa è andata in mano a Vettel e la Red Bull. Due realtà giovani e vincenti nel panorama motoristico della F1 che, in pochissimi anni, sono riusciti a dare del “tu” a squadre come Ferrari e Mclaren.
Nell’università della guida anche Vettel ha ricevuto la sua laurea con 30 e lode, difendendo la pole position per poi non perdere lucidità e forza agonistica durante il valzer dei pit-stop. La RB7 questa volta consumava eccessivamente le gomme morbide e la paura di incappare in errori di strategia era presente nel muretto del toro. Ma nessuno ha mai perso la lucidità neppure nei momenti più difficili, quasi ispirati dal campione del mondo bravissimo a piegare la strenua resistenza del solito Alonso, campione nel cancellare la brutta qualifica di ieri sino a giungere in seconda posizione, salvo poi doversi arrendere all’evidente inferiorità tecnica della 150° Italia. La Red Bull invece non solo ha ritrovato lo smalto dei mesi migliori, ma è riuscita ad avere la decima doppietta stagionale grazie ad un inteso recupero di Mark Webber. I suoi uomini sono stati bravi a preferire le mescole medie a quelle morbide e lui gli ha ripagati con un ritmo gara indiavolato, tale da consentirgli di agguantare la seconda posizione nonostante la (solita) partenza a rallentatore.
Mclaren invece deve ringraziare il solido Button, meritatamente sul gradino più basso del podio sfruttando le sue immense doti di stratega. L’inglese ha conservato le cartucce evitando inutili sprechi nei momenti più convulsi, salvo poi stendere chiunque li si parasse davanti proprio mentre il consumo gomme diveniva un problema per i più. Certamente ha aiutato la Safety Car, scesa in pista dopo la brutta botta rimediata dal suo collega di box Hamilton. Seguendo le orme di Fernando, anche Lewis si era reso protagonista di un primo quarto di gara scoppiettante, infastidendo il dominio degli austriaci. Poi però si tocca con Kobayashi, la Mclaren numero 3 parte verso le barriere e l’incidente è inevitabile. Nulla di rotto ma un altro zero che pesa in classifica.
Giornata negativa anche per Massa, nono e clamorosamente succube del leader spagnolo, mai in grado di sopravanzare il duo Mercedes. Schumacher invece non soffre di questi problemi, iniziando un duello pulito con Rosberg (che vince) per la quinta posizione, dopo essere partito ultimo. Vent’anni di carriera e non sentirli. Ecco quindi i più e meno della gara del Belgio:


Piloti


Efficace:

Vettel (Parte primo e arriva primo. Un risultato eccellente sempre, ma ancora più prezioso a Spa. Un campione conclamato a 24 anni, due titoli mondiali in bacheca e un futuro radioso davanti a sé. Meglio di così difficilmente può andare. Button scorda in fretta il pasticcio del suo team in qualifica e rimedia con i suoi soliti recuperi. Delicato, efficace e perfetto come solo un iridato può fare. Non male neppure Rosberg, addirittura primo subito dopo la partenza salvo poi dover chinare il capo causa Mercedes eccessivamente lenta.

Senna (Tradisce in un attimo tutto il buono visto il sabato. Si lancia nel mucchio ritardando la frenata oltre umane possibilità, centrando in pieno l'incolpevole Alguersuari. Gara rovinati per entrambi con i soliti detrattori convinti che è in F1 solo per il celebre cognome. Paul di Resta non trova mai la giusta strada navigando distante dal compagno di squadra.


Combattivo:

Webber (Al solito ceffa la partenza. Ottavo alla prima curva, inizia una risalita non facile confidando nelle istruzioni dai box, bravi ad azzecare la mescola delle gomme. Si impegna a fondo conscio di avere una vettura stupenda, lascia a bocca aperta gli appassionati per grinta e coraggio e si gode il secondo posto. Schumacher versione ventennale non perde il sorriso neppure in ultima casella. Felice di correre "nel suo salotto" insegna ai giovani le traiettorie da fare e a fine corsa si fa vedere negli specchieti di un sorpreso Rosberg per il quinto posto. Sfrutta bene le gomme morbide (e lo strano team-radio riguardo ai consumi) ed è la prima freccia d'argento in classifica. Non scordiamoci poi Alonso, il solito torero scatenato in un'insipida Ferrari.

  Massa (Faceva ben sperare all'inizio, perfettamente a suo agio nel gruppo che conta. Poi però Fernando lo costringe nelle vie di fuga e lì si spegne del tutto. Non riesce a sopravanzare il duo Mercedes e la foratura affossa ancora di più carattere e grinta. Urge una risvegliata perchè al volante ci sa sempre fare. Petrov chiude nono ma ben pochi se ne sono accorti. La monoposto non aiuterà, ma fa troppa fatica ad entrare nella zona punti. Senza avere tra i piedi entrambe le Toro Rosso.

Fortunato:

Sutil (Sta alla larga da errori e rischi, guida con attenzione ed alla fine si mette dietro persino una rossa di Maranello. Doveva essere un appuntamento da dimenticare visti i precedenti, ma ci pensano gli altri a farlo salire in classifica, beccandosi altri punti vitali per lui e la Force India. Trulli finisce in testacoda nelle convulse fasi iniziali. Riparte e apprende con piacere che la metà classifica questa volta è a portata di mano, basta superare Kovalainen e sperare di giungere al traguardo. Riesce in entrambi i casi.


Hamilton (Avrà anche calcolato male le distanze, ma era difficile immaginare una monoposto di F1 in spazi così angusti. Peccato però che Kobayashi abbia coraggio da vendere e non molli tanto facilmente l'acceleratore. La Mclaren poi si indirizza in un attimo verso le barriere, non lasciandogli il tempo di capire e tanto meno di reagire. Il duo di Faenza Alguersuari-Buemi lascia il Belgio prima del tempo e con tanto amaro in bocca. Si poteva fare bene, salvo poi essere entrambi tamponati da due giovani sudamericani (Senna e Perez), non concludendo neppure un giro dei 44 previsti.


Auto

Efficace:

Red Bull (La speranza di vederla viaggiare a livelli umani è svanita in appena quindici giorni. Newey rimette mano alla matita e disegna nuove ali e musetti. Carico aereodinamico a palate ed una altissima velocità di punta. Un sogno per qualsiasi progettista del mondo, una terribile forza che conquista la decima doppietta iridata. Non male neppure la Mclaren, l'unica in grado di tenere il passo del toro.
Ferrari (Fernando stava spingendo al massimo delle sue capacità, ma oggi la sua rossa si è mostrata indifesa davanti ai suoi avversari. Una preda prontamente azzannata dai cacciatori, un podio svanito all'ultimo che brucia; fortuna che ora arriva Monza. Williams sempre più irriconoscibile. Di un pelo davanti ai tre team più poveri del circus, bisognosa di una nuova guida ed idee. Frank e Patrick oramai sono passato, ma non sarà facile ricostruire la giusta alchimia. Purtroppo.

Nessun commento:

Powered by Blogger.