Vent'anni vissuti da vero campione

Lasciatelo sorridere. Molti trovano sconcerto nel vederlo rilassato e calmo dopo l’ennesima prestazione non proprio all’altezza della sua fama. D’altronde per uno che ha dominato in lungo e largo per quasi un decennio, segnando a ripetizione ogni sorti di record e riportando alla gloria un marchio come la Ferrari, vederlo oggi faticare per entrare nella zona a punti cozza violentemente con l’immagine di “Kaiser” della Formula uno. Ma Schumacher oramai non ha più nulla da dimostrare e l’unica sua colpa è quella di aver ancora voglia di sfrecciare tra cordoli e muri a velocità folli, provare l’ebbrezza di una monoposto, combattere sempre sul filo dei millesimi. Si diverte, è riuscito a ritrovare quella pace interiore che aveva clamorosamente perso durante i tre anni di pausa ed ora, ad ogni incontro con stampa/tifosi/tecnici, lui non perde mai il sorriso e, pur ammettendo difficoltà e insoddisfazione per quanto raccolto, guarda con fiducia alla prossima sfida. La Mercedes poi si è dimostrata una squadra ancora molto acerba, non in grado di reggere il passo con i Top-Team e bisognosa di indicazioni e consigli. E Schumacher sembra aver capito la necessità della casa di Stoccarda, abbandonando il suo sogno dell’ottavo titolo mondiale a favore di una vera crescita sia ai box che in fabbrica, in modo così da creare solide basi in vista di futuri trionfi, quando lui avrà abbandonato definitivamente casco e tuta. Ci vuole coraggio e dedizione, pazienza e serenità per fare questo. Godiamoci quindi la sua presenza finché vorrà partecipare a questo pazzo gioco. La leggenda è voluto tornare al livello di noi umani, l’invincibile ha lasciato il suo scudo, tutto per passione ed una completa maturità agonistica. In fondo sono ormai vent’anni che lo conosciamo, da quella lontana Spa del 1991 a bordo di una verde Jordan, eppure è riuscito a stupirci ancora una volta. Chi oggi critica un giorno capirà, perché si può essere assi del volante anche senza vincere. Si può conquistare il cuore degli appassionati mostrando il lato più umano e sincero di sé, proprio quello che, forse, è mancato al “primo” Schumacher visti i suoi incredibili trionfi a ripetizione. Il cerchio perciò si sta chiudendo ma ancora non è tempo dei saluti. Un altro giro nella giostra ci sta tutto.

2 commenti:

Ilaria Pit-Lane ha detto...

Quanto vorrei che il prossimo giro di giostra, Spa, fosse davvero speciale.
Bellissimo articolo: vai Kaiser!!! :)

Valerio ha detto...

Arrivare a 42 anni e guidare in modo discreto una vettura discreta è già tanto. Aspettando migliore per la prova del nove il giudizio è in sospeso. Tanti auguri a Casco d'oro.

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