Cattiva medicina

Certo il dominio di Sebastian Vettel e della sua RB7 in questo 2011 sta diventando al limite dell'imbarazzo - ovviamente non per lui ma per i suoi avversari, che a furia di azzannarsi l'un l'altro non riescono a imbastire un'alternativa credibile. Per il campione del mondo in carica 7 vittorie su 12 gare: un bottino di quelli da ricordare, anche adesso che manca ancora un terzo di stagione alla fine.
Ma quello che veramente "rompe" con qualsiasi dominazione di pilota o macchina del del passato è l'affidabilità e la mancanza di guasti meccanici e che da un paio d'anni a questa parte si sta evidenziando in Formula 1. Jarno Trulli qualche mese fa aveva pronunciato una frase che pressapoco suonava così:
- La troppa affidabilità toglie pepe alle gare di Formula 1, rende tutto meno imprevedibile.
Magari mettere sullo stesso livello la rottura meccanica al sorpasso dal punto di vista dello spettacolo per lo spettatore è un punto di vista troppo estremo, ma la vecchia e sana nuvoletta azzurra che stroncava di netto i propositi di vittoria del favorito di turno - "rottura di motore" e Poltronieri che per poco non sviene in diretta - ormai è un lontano ricordo. Ci si è arrangiati in tutti i modi per agevolare i sorpassi - vedi DRS e KERS - vuoi vedere che tra qualche anno si introdurrà una lotteria a metà gara che ti sorteggia un guasto - comandato a distanza ovviamente - per una macchina a caso?
L'anno scorso in Corea Seb sperimentò quella che si può definire come l'ultimo guasto meccanico di un certo rilievo ai fini della classifica, rischiando di non vincere mai il suo primo mondiale, proprio a causa di una rottura di motore che lasciò esterefatti tutti nemmeno a vedere un elefante rosso cambiare sella ai box Ferrari. Quest'anno per i primi della classe l'affidabilità è esemplare.
Complimenti a tutti, di cuore, veramente. Nel nome di una Formula 1 di progresso si stanno facendo passi avanti in tanti campi: elettronica, materiali, consumi, alimentazioni alternative, fantastico intendiamoci, tra un paio d'anni si andrà in corsia box senza provocare il minimo rumore e solo a propulsione elettrica.
Tutto ciò è molto bello, bello, veramente bello... ma vien da pensare a quanto puzzasse, facesse fiamme rumore e fumo come un animale fantastico, divorasse litri di carburante a ogni centimetro di strada percorsa, l'Alfetta 158 di Nino Farina in quel di Silverstone nel 1950. E a quanto dobbiamo a quelle macchine imperfette e rumorose per la costruzione di quel mito moderno che è la Formula 1.

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