giovedì 22 settembre 2011

L'importante è vincere

E continuiamo a parlare di talenti, a quella stirpe di piloti che poco avrà vinto ma che tanto ha scaldato i cuori dei tifosi, in periodi in cui vedere una foto in bianco e nero e leggere il resoconto in caratteri minuscoli era il massimo della multimedialità.
Questa volta l'eroe - perché dopo aver letto, appunto, della sua impresa a Brands Hatch nel 1970, altro non si può definire - di turno è Pedro Rodriguez, messicano, fratello di un altro grande talento, caro a Enzo Ferrari - Ricardo - pilota che in Formula 1 vinse poco ma che seppe distinguersi al volante del "mostro" Porsche 917 nella categoria Sport Prototipi.
La prima vittoria di Pedro avvenne in occasione del GP del Sudafrica del 1967, una gara piena zeppa di colpi di scena che rischiò di finire nelle mani del misconosciuto pilota rhodesiano John Love - rimasto a corto di benzina a una manciata di giri dal traguardo - e che invece venne vinta da un incredulo Pedro Rodriguez.
La concitazione e la sorpresa per il risultato finale fu tale che gli organizzatori non seppero recuperare la registrazione dell'inno messicano, e per evitare di sprofondare completamente nella vergogna nel momento della premiazione, misero come colonna sonora "Al sur de la frontera", una canzone popolare che, non sarà stata troppo ufficiale, ma nella gioia del podio servì comunque egregiamente allo scopo.
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