Quei favolosi anni sessanta

Bei tempi gli anni sesssanta, chi scrive era praticamente un concetto astratto, ma se dopo tanti anni la menano così tanto con 'sti anni sessanta di certo brutti non devono essere stati.
Anche nell'automobilismo quegli anni sono arrivati sino a noi, poveri umani degli anni 2000, trascinandosi un fascino di spensieratezza e glamour di cui nessun'altra epoca è riuscita a fregiarsi.
A tale proposito nella biografia di Roy Salvadori - pilota britannico impegnato in Formula 1 tra gli anni cinquanta e i sessanta - si trova un esempio piuttosto significativo che chiarisce cosa volesse dire in quei giorni essere pilota e come - a volte - si dipanassero i fine settimana di gare.
Il teatro dell'aneddoto è il circuito di Oulton Park nel 1960 in occasione della Gold Cup, una gara fuori dal campionato del mondo di Formula 1 ma lo stesso parecchio ambita.
Roy non accenna minimamente al risultato di quelle gara o a particolari difficoltà emerse durante il fine settimana, no, il suo racconto si concentra sulle feste a ritmo continuo che in quei giorni si tennero al Chester Country Club.
In particolare secondo le sue descrizioni ce ne fu una inaugurale dell'evento, che per poco non si trasformò in un mezzo disastro. I protagonisti - entrambi parecchio allegri - furono altri due piloti britannici: Graham Hill e Innes Ireland. Il primo seduto sul pavimento senza sapere nemmeno bene il perché; il secondo visto la sporcizia presente sui pantaloni dell'amico impossessatosi di un aspirapolvere Hoover.
Il grado di esaltazione tra i presenti fece sì che quell'attrezzo venne utilizzato da Innes direttamente sui pantaloni di Hill, e in zone diciamo piuttosto sensibili. I testimoni parlano di una mezza tragedia sfiorata, evitata solo grazie alla prontezza di spirito di qualcuno dei presenti ancora in sè, che staccò la spina al momento opportuno, impedendo conseguenza piuttosto serie per Hill, vista la determinazione di Ireland nel portare a termine l'opera pulizia.

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