domenica 23 ottobre 2011

#58

Mi sto scervellando da una decina d'ore, ma ancora non riesco a trovare una risposta. Perchè la morte di Marco Simoncelli ha scosso così tanto uno che in fondo ha sempre considerato quelli che corrono con le moto come figli di un dio minore? Perchè?
D'accordo è la morte di un ragazzo di 24 anni prima di tutto, e dall'ultimo dei diseredati al primo dei fortunati, dal neonato a centenario, la morte ha sempre la stessa faccia e porta dietro di sé solo silenzio e dolore e un vuoto pneumatico che solo chi ha provato la morte di un caro sa cosa significa.
Ma quanti ragazzi muoiono senza che la coscienza di nessuno risulti turbata?
Di lui conoscevo poco, per me Marco Simoncelli, numero 58, era una figura colorata in sella a una moto che prendeva vita solo grazie alla passione dei miei figli. Perché allora prendersela tanto?
Forse perché uno che soffre di narcolessia profonda quando i suoi figli lo costringono a vedere le gare della Moto GP, da qualche mese aveva iniziato a simpatizzare per il cappellone allampanato e sorridente.
Perché, sempre grazie a loro, ero venuto a conoscenza di come a un certo punto della stagione il Sic - ho imparato anche il suo soprannome - fosse diventato il bersaglio di metà dello schieramento a causa di suoi certi comportamenti in pista. Comportamenti in pista che peraltro non sembravano troppo distanti da quello che tanti altri campioni prima di lui avevano utilizzato per ritagliarsi il proprio territorio nel mondo delle corse.
E allora era scattata in me una simpatia verso di lui, una simpatia che per il sottoscritto è innata nei confronti chi deve lottare più di altri per raggiungere la vetta.
Mi aggrappo a nomi come dell'automobilismo come Pryce, Brise, Bellof, mi vengono in mente questi nomi, talenti persi senza poter dimostrare il loro vero valore. Forse anche Simoncelli era uno così.
Chiudo queste righe confuse, nessuna etichetta per questo post, nessun desiderio di rileggerlo. Mi scuso per chi segue con passione e competenza il motociclismo da una vita e che - per puro caso - leggendo queste mie parole le trovi errate o in qualche modo offensive. Mi scuso, ma non preoccupatevi.
So che da quest'oggi tornerò a ignorare il motociclismo sportivo, perché è solo grazie a quel 58 che per pochi mesi avevo iniziato a seguirlo. Da oggi basta.
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