Gp Corea 2011: beati gli ultimi

Difficile credere a un ritorno di Raikkonen in una Formula 1 così poco “meritocratica”, come lui afferma, e soprattutto in un team lontano dalle scene importanti da ben sei anni. Eppure il volpone Frank Williams pare essere riuscito con certe illazioni a spronare i suoi due piloti, soprattutto l’esperto Barrichello intenzionato a raggiungere le venti stagioni consecutive (!) in F1 senza ancora però avere vere certezze per il prossimo anno.
E la vittoria dell'appuntamento coreano, per quanto riguarda ovviamente la nostra amata “Beati gli ultimi” non arriva a caso. Nella lontana Corea Rubens si riscopre combattente, partendo dalla non certo onorevole diciottesima casella e chiudendo dodicesimo. Sempre fuori dalla zona punti vero, ma autore di un recupero di ben sei posizioni, risultato che gli consegna i famosi nove punti con tanto di - immaginaria - coppa e Champagne annesso.
Dietro di lui però abbiamo il giovane che avanza, quasi a voler mettere a confronto due generazioni diverse di driver. Il pupillo Red Bull Ricciardo sfrutta al massimo la sua deludente HRT e chiude con un bel +5, raddrizzando un week-end partito male vista l’ultima posizione ricevuta in qualifica. Il nostro Liuzzi invece perde ancora una volta il confronto, segno che il sorridente australiano sta imparando bene e in fretta.
Chiude il podio un saltellante Kovalainen, ancora incredulo nell’essere riuscito a tenere la scia della Renault di un Bruno - poco - Senna e soprattutto precedere il duo Sauber al completo. Il giro veloce però se lo prendere il quarto classificato, Sebastien Buemi a bordo del missile Toro Rosso, un fulmine in rettilineo piacevolmente equilibrato anche nella tortuosa serie di curve Tilke-Style. Un’altra prestazione ottima abbellita anche dal quinto posto dell’attuale leader Alguersuari, in grado di prendere un leggero vantaggio iridato visto l’odierno zero di D’Ambrosio.
La squadra di Faenza allunga sempre di più nei confronti della Virgin e con un buon doppio piazzamento nel prossimo week-end potrebbe arrivare anche il titolo costruttori. Per quello piloti invece bisognerà aspettare qualche settimana in più ed ogni errore, adesso, costerà davvero molto caro.
A seguire le classifiche aggiornate:




MAGLIA NERA
Ce lo vedo il nostro Vitantonio parcheggiare la sua fidata HRT sulla casella riservata al vincitore. Slacciarsi con felice fretta le cinture e scendere con il dito "Vettel-style", sicuro della propria forza e più che mai concentrato nel vincere il titolo mondiale. Peccato che si stia parlando della "Maglia Nera", non certo famosa e seguita come il campionato nella versione ortodossa, ma, nel suo piccolo, interessante e densa di significati. Seguendo quanto fatto dal sorridente tedesco bi-campione del mondo, anche Tonio vuole incutere timore ai suoi avversari, vincendo per la seconda volta consecutiva e allungando leggermente in classifica iridata. Non certo una missione facile visto che D'Ambrosio, evitando troppi guai, finisce secondo proprio alle spalle del suo avversario per il titolo.
I giochi non sono ancora chiusi matematicamente ma i punti a disposizione diventano sempre meno. La tensione comincia a salire e un errore di uno dei contendenti potrebbe rilevarsi decisivo. Sul gradino più basso Ricciardo riceve gli applausi dai suoi meccanici, bravissimo a portare l'ennesima importante dote di punti a aumentare l'incredibile bottino della struttura spagnolo.
Onore alla Virgin che cerca di controbattere anche con un sufficiente Glock - oggi quarto - ma l'impressione è che il titolo costruttori sia già indirizzato verso la penisola iberica. Il campione in carica Trulli invece on va oltre la quinta piazza, precedendo il solo Perez, tristemente a fondo classifica.
Il prossimo appuntamento in India potrebbe darci il primo verdetto, considerando anche il ritorno di un certo Narain Karthikeyan, vero mattatore del campionato prima di essere rimpiazzato sotto volere Red Bull.
A Madrid già preparano la festa. Forse.
A seguire classifiche aggiornate.

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