Gp Corea 2011: qualifiche

Non è tempo per festeggiare. Troppe critiche, veleni, errori e rimpianti. Dopo la laurea ricevuta a Spa nel 2010, Hamilton non è più riuscito a ripetersi ai livelli cui ci aveva abituato. Sia per colpa di una Red Bull nettamente superiore, sia per una sorta di destabilizzazione interna, silenziosa ma presente. Non stupiamoci quindi se il giorno della sua pole position non vuole festeggiare o sorridere. E’ solo un primo passo, un piccolo spiraglio ma "Domani è il giorno importante” precisa.
La prestazione della Mclaren intanto conforta Marthin Whitmarsh e fa ingoiare un po’ amaro il muretto del toro, abituato a piazzare una delle sue due vetture sempre in prima posizione. Gli inglesi riescono a spezzare un dominio blu iniziato da Brasile 2010, puntando ad un’altra vittoria stagionale dopo la solida prestazione del Giappone. Lewis non vuole assolutamente sbagliare mentre Button, terzo, confida nelle sue noti abilità di stratega e preservazione pneumatici.
A Sebastian Vettel tocca quindi un week-end di fatica dopo la gioia del secondo iride. La RB7 anche nella sperduta - e dimenticata - Yeongam tritura i pneumatici a mescola più morbida, costringendo un cambio di strategia tutto finalizzato alla difesa delle gomme soft; qui le più dure a disposizione. Il tedesco poi ha giocato un poco sporco tagliando un tratto di pista in Q3: una manovra che in altre condizioni di campionato avrebbe forse suscitato una reazione diversa dai commissari. Gli è andata bene.
Ferrari si conferma terza forza, per quanto riguarda il giro secco. Sia i piloti che tecnici guardano con più interesse la corsa, fiduciosi di reggere il ritmo dei primissimi grazie ad un degrado delle Pirelli meno accentuato rispetto agli avversari.
Certo che l'espressione oscurata di Alonso non promette nulla di positivo, anche se la sua rabbia era dovuta a una nuova ala anteriore provata in configurazione 2012 e già più lenta dell’attuale usata invece da Massa. Quinto posto per il brasiliano, sesto per lo spagnolo. Intanto però il buon Felipe pare essere tornato un avversario tosto a priori, e questo non può far altro che piacere.
Mercedes settima con Rosberg ed orfana di Schumacher, dodicesimo dietro al baldo giovane Alguersuari. Lotus-Renault ottava con Petrov mentre sprofonda nelle mani di Bruno Senna, quindicesima e mai in grado di entrare dentro la top-ten. Una ramanzina da parte dello zio ci starebbe tutta.
Così come ci starebbe per la solita furbata dei due Force India. Basta, urge una regola.
Domani sarà una gara incerta ed emozionante, probabilmente con parecchie sorprese, sperando di riscaldare un ambiente tristemente fermo e vuoto.  In Corea la Formula 1 non sembra tirare molto, o per lo meno sembra non aver ancora rotto il ghiaccio, ma anche certi cattedrali nel deserto dovrebbero far riflettere che gestisce il calendario.
A seguire la classifica della Q3.

1. Lewis Hamilton - McLaren-Mercedes - 1'35"820
2. Sebastian Vettel - Red Bull-Renault - 1'36"042
3. Jenson Button - McLaren-Mercedes - 1'36"126
4. Mark Webber - Red Bull-Renault - 1'36"468
5. Felipe Massa - Ferrari - 1'36"831
6. Fernando Alonso - Ferrari - 1'36"980
7. Nico Rosberg - Mercedes - 1'37"754
8. Vitaly Petrov - Lotus Renault - 1'38"124
9. Paul di Resta - Force India-Mercedes - senza tempo
10. Adrian Sutil - Force India-Mercedes - senza tempo

Nessun commento:

Powered by Blogger.