Nel dubbio...

1969, Watkins Glen, ultima gara del campionato del mondo Sport Prototipi. Roba seria, molto seria, a quell'epoca; come se non più della Formula 1.
La Porsche si è già aggiudicata il campionato così decide di non spedire nessuna macchina ufficiale per l'appuntamento oltreoceano.
Al via però le vetture di Stoccarda non mancano: Jo Siffert è alla guida di una 908/2 del team Porsche Austria; Vic Elford guida una vettura privata del team di Tony Dean.
Durante l'ultima ora di gara Siffert è al comando, Elford alle sue spalle, non troppo distante, ma non naviga a vista per cui le posizioni reciproche vengono comunicate ai due dai box con i classici cartelli segnaletici.
D'accordo non avere squadre ufficiali in ballo, ma anche come clienti è meglio evitare di fare brutte figure, per cui a Elford viene esposto un cartello di colore rosso con il messaggio inequivocabile "Slow down" - al contrario di quello verde con la scritta "go faster".
Il risultato? Entrambi al vedere quel cartello aumentano l'andatura e iniziano a girare al limite come ossessi. Ai box non capiscono che razza di messaggio abbiano interpretato i due piloti, il cartello rosso sparisce, e al suo posto a ogni passaggio dei due viene brandito un martello a minacciare l'eventuale ritorsione in caso di problemi a pochi giri dal traguardo.
Per fortuna la corsa finisce con Siffert vincitore ed Elford secondo a completare la doppietta Porsche.
Nel dopo gara viene chiesto a Jo Siffert il perché di quella disubbidienza ai segnali dai box durante la corsa:
- Non mi ricordavo più se rosso significasse rallentare o andare più forte, così nel dubbio mi sono messo a tirare.

2 commenti:

milo temesvar ha detto...

tradizione consolidatasi in seguito con i duelli in famiglia fra Siffert e Pedro Rodriguez...

acorba67 ha detto...

vero, che lotte!

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