mercoledì 30 novembre 2011

Gp Brasile 2011: beati gli ultimi

Era chiaro sin dalle primissime gare che la stagione 2011 della "Beati gli ultimi" non avrebbe in alcun modo seguito la falsa riga del campionato vero e proprio.
Mentre Sebastian Vettel faceva incetta di punti e vittorie, nella nostra speciale classifica andava in scena una sfida incerta e davvero combattuta, con colpi di scena praticamente a ogni GP. Recuperi, distacchi, clamorosi ritiri. Tutte tinte forti in un disegno che, per il secondo anno consecutivo, lascia a bocca aperta.
Il conclusivo appuntamento del Brasile vedeva ben tre canditati all’iride, con lo spagnolo Alguersuari e la sua Toro Rosso leggermente favoriti rispetto alla concorrenza. Ma se per il giovane spagnolo si è trattato di un week-end difficile e amaro, con un pesantissimo zero in classifica (pressione e giovane età non si sposano per nulla bene), il meno quotato dei tre ha dato vero spettacolo, rincorrendo in tutti i modi una impresa da scrivere negli annali.
Spinto dal vero spirito samurai, Kamui Kobayashi riesce a vincere il trofeo di Interlagos, cercando disperatamente di siglare anche il giro più veloce, punto extra-fondamentale per le sorti iridate. Sette recuperi di posizioni e un Peter Sauber più che teso al muretto. E molto probabilmente, senza il piazzamento di un certo Petrov, ora saremo qui a elogiare il nuovo idolo giapponese.
Dopo Fernando Alonso, la vittima di turno del pilota russo è proprio il nostro Kamui, con quel giro veloce siglato dalla monoposto nera-oro per una differenza di pochi decimi di secondo. Il bottino quindi si ferma a nove, raggiungendo in extremis sì il leader Alguersuari, ma rimanendo comunque dietro al belga d’Ambrosio, tornato a podio proprio nel momento più cruciale dell’intera annata. Con un sedile ufficialmente perduto e nessun sbocco per la stagione 2012 in F1, Jerome riesce a diventare campione del mondo della “Beati gli ultimi” per un misero punto in più rispetto ai suoi due avversari ed evitando il faccia a faccia con Kamui.
A parità di punteggio tra i due infatti sarebbe stato il giapponese a trionfare grazie al maggior numero di vittorie. Fortuna che Vitaly ha evitato tutto questo, piazzandosi secondo e rovinando l’eroico piano che la squadra svizzera si era messa in testa.
Buon quinto posto di Perez, oggi nelle vesti di gregario, a punti anche Kovalainen a chiudere una annata in crescendo per il Team Lotus (prossimo al cambio nome in Caterham).
Per quanto riguarda i costruttori invece l’italiana Toro Rosso riesce a portar a casa il mondiale, più che sfiorata però dalle mani della Sauber, in grado in solo appuntamento di recuperare tantissimo terreno e piazzarsi seconda, davanti alle favorite HRT e Virgin.
Una sfida davvero emozionante sino all’ultimo minuto, con un nuovo campione del mondo in grado di scavalcare pregiudizi e malelingue.
Peccato che l’anno prossimo (molto probabilmente) non potrà difendere il suo sudato numero uno. Ma anche questo, in fondo, è Formula 1.
A seguire le classifiche finali:


MAGLIA NERA
Molto più tranquilla la situazione invece per il nostro secondo campionato tutto particolare. Liuzzi e la HRT infatti si erano già messi in tasca la vittoria finale, finalizzando nel miglior modo possibile un dominio stile Vette-Red Bull; e questo nonostante avversari agguerriti e qualche piccolo contrattempo incontrato lungo il calendario.
Alla fine però nessuno è riuscito a negare il titolo al nostro Liuzzi, in grado di continuare una tradizione tutta italiana. E fortuna che tutto si sia deciso nelle settimane scorse visto che, proprio nel tortuoso e ormai storico circuito di Interlagos, la monoposto di Vitantonio ha deciso di lasciarlo a piedi, costringendolo a un zero che, forse, avrebbe consentito a d’Ambrosio il clamoroso sorpasso.
E invece oltre alla gioia del secondo posto il belga non può andare, anche perché davanti a tutti si è piazzata ancora una HRT. Questa volta quello dell’australiano Ricciardo, già dal venerdì uno dei favoriti per la vittoria finale.
Sul gradino più basso del podio il campione uscente Trulli, a precedere un Senna per la seconda volta consecutivi a punti. Mettici il contatto con Schumacher, una monoposto che sparge pezzi di carbonio in tutta la pista e una penalità ed ecco che i tre punti sono assicurati.
E rimanendo in tema proprio “Kaiser” Michael all’ultimo momento disponibile decidere di compiere il suo debutto, riservandosi un punto tutto per lui e chiudendo con il suo illustre cognome l’intera classifica (anche qui però alle spalle del compagno Rosberg).
Si cala anche per questo 2011 il sipario, con tutta l’intenzione di ritrovarci a marzo dell’anno prossimo per gustare e scoprire un altro modo e aspetto della Formula 1.
E dare gloria e tempo a chi, di solito, viene dimenticato nei meandri della mediocrità.
A seguire le classifiche finali:


E anche per quest'anno è finita. Sembra incredibile ma ormai esiste anche un discreto albo d'oro di queste due classifiche, ed eccolo servito:

Beati gli ultimi:
2009: Fisichella
2010: Chandock; HRT
2011: d'Ambrosio; Toro Rosso

Maglia Nera:
2009: Sutil
2010: Trulli; HRT
2011: Liuzzi; HRT

Ci si vede nel 2012!
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