Gp Brasile 2011: beati gli ultimi

Era chiaro sin dalle primissime gare che la stagione 2011 della "Beati gli ultimi" non avrebbe in alcun modo seguito la falsa riga del campionato vero e proprio.
Mentre Sebastian Vettel faceva incetta di punti e vittorie, nella nostra speciale classifica andava in scena una sfida incerta e davvero combattuta, con colpi di scena praticamente a ogni GP. Recuperi, distacchi, clamorosi ritiri. Tutte tinte forti in un disegno che, per il secondo anno consecutivo, lascia a bocca aperta.
Il conclusivo appuntamento del Brasile vedeva ben tre canditati all’iride, con lo spagnolo Alguersuari e la sua Toro Rosso leggermente favoriti rispetto alla concorrenza. Ma se per il giovane spagnolo si è trattato di un week-end difficile e amaro, con un pesantissimo zero in classifica (pressione e giovane età non si sposano per nulla bene), il meno quotato dei tre ha dato vero spettacolo, rincorrendo in tutti i modi una impresa da scrivere negli annali.
Spinto dal vero spirito samurai, Kamui Kobayashi riesce a vincere il trofeo di Interlagos, cercando disperatamente di siglare anche il giro più veloce, punto extra-fondamentale per le sorti iridate. Sette recuperi di posizioni e un Peter Sauber più che teso al muretto. E molto probabilmente, senza il piazzamento di un certo Petrov, ora saremo qui a elogiare il nuovo idolo giapponese.
Dopo Fernando Alonso, la vittima di turno del pilota russo è proprio il nostro Kamui, con quel giro veloce siglato dalla monoposto nera-oro per una differenza di pochi decimi di secondo. Il bottino quindi si ferma a nove, raggiungendo in extremis sì il leader Alguersuari, ma rimanendo comunque dietro al belga d’Ambrosio, tornato a podio proprio nel momento più cruciale dell’intera annata. Con un sedile ufficialmente perduto e nessun sbocco per la stagione 2012 in F1, Jerome riesce a diventare campione del mondo della “Beati gli ultimi” per un misero punto in più rispetto ai suoi due avversari ed evitando il faccia a faccia con Kamui.
A parità di punteggio tra i due infatti sarebbe stato il giapponese a trionfare grazie al maggior numero di vittorie. Fortuna che Vitaly ha evitato tutto questo, piazzandosi secondo e rovinando l’eroico piano che la squadra svizzera si era messa in testa.
Buon quinto posto di Perez, oggi nelle vesti di gregario, a punti anche Kovalainen a chiudere una annata in crescendo per il Team Lotus (prossimo al cambio nome in Caterham).
Per quanto riguarda i costruttori invece l’italiana Toro Rosso riesce a portar a casa il mondiale, più che sfiorata però dalle mani della Sauber, in grado in solo appuntamento di recuperare tantissimo terreno e piazzarsi seconda, davanti alle favorite HRT e Virgin.
Una sfida davvero emozionante sino all’ultimo minuto, con un nuovo campione del mondo in grado di scavalcare pregiudizi e malelingue.
Peccato che l’anno prossimo (molto probabilmente) non potrà difendere il suo sudato numero uno. Ma anche questo, in fondo, è Formula 1.
A seguire le classifiche finali:


MAGLIA NERA
Molto più tranquilla la situazione invece per il nostro secondo campionato tutto particolare. Liuzzi e la HRT infatti si erano già messi in tasca la vittoria finale, finalizzando nel miglior modo possibile un dominio stile Vette-Red Bull; e questo nonostante avversari agguerriti e qualche piccolo contrattempo incontrato lungo il calendario.
Alla fine però nessuno è riuscito a negare il titolo al nostro Liuzzi, in grado di continuare una tradizione tutta italiana. E fortuna che tutto si sia deciso nelle settimane scorse visto che, proprio nel tortuoso e ormai storico circuito di Interlagos, la monoposto di Vitantonio ha deciso di lasciarlo a piedi, costringendolo a un zero che, forse, avrebbe consentito a d’Ambrosio il clamoroso sorpasso.
E invece oltre alla gioia del secondo posto il belga non può andare, anche perché davanti a tutti si è piazzata ancora una HRT. Questa volta quello dell’australiano Ricciardo, già dal venerdì uno dei favoriti per la vittoria finale.
Sul gradino più basso del podio il campione uscente Trulli, a precedere un Senna per la seconda volta consecutivi a punti. Mettici il contatto con Schumacher, una monoposto che sparge pezzi di carbonio in tutta la pista e una penalità ed ecco che i tre punti sono assicurati.
E rimanendo in tema proprio “Kaiser” Michael all’ultimo momento disponibile decidere di compiere il suo debutto, riservandosi un punto tutto per lui e chiudendo con il suo illustre cognome l’intera classifica (anche qui però alle spalle del compagno Rosberg).
Si cala anche per questo 2011 il sipario, con tutta l’intenzione di ritrovarci a marzo dell’anno prossimo per gustare e scoprire un altro modo e aspetto della Formula 1.
E dare gloria e tempo a chi, di solito, viene dimenticato nei meandri della mediocrità.
A seguire le classifiche finali:


E anche per quest'anno è finita. Sembra incredibile ma ormai esiste anche un discreto albo d'oro di queste due classifiche, ed eccolo servito:

Beati gli ultimi:
2009: Fisichella
2010: Chandock; HRT
2011: d'Ambrosio; Toro Rosso

Maglia Nera:
2009: Sutil
2010: Trulli; HRT
2011: Liuzzi; HRT

Ci si vede nel 2012!

5 commenti:

Simo ha detto...

c'è un errore nell'albo d'oro della maglia nera. per quello che ne so io, trulli non ha mai guidato una HRT (che si tratti degli ultimi sprazzi dell'euforia per il ritorno di iceman?)

acorba67 ha detto...

no, emozionato sì, ma non fino a quel punto.
L'albo d'oro va letto come pilota vittorioso; squadra vittoriosa, nelle rispettive classifiche.
Però mi hai fatto notare un altro errore...

Telespalla Blog Sport and Race ha detto...

ritrovarci a Marco dell'anno prossimo ???

Cangio91 ha detto...

Ma nel 2009 non aveva vinto Fisico la "Maglia Nera"?

acorba67 ha detto...

Sono andato a controllare le classifiche, Fisico aveva vinto la "Beati gli ultimi" non la "Maglia Nera"... un po' di confusione diciamo:)

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