mercoledì 30 novembre 2011

Stagione 2011: i più e i meno

Sì è chiusa una gran bella stagione, non c'è dubbio. Nonostante il dominio schiacciante di Sebastian Vettel questo 2011 ci ha regalato gare strepitose: mi vengono in mente le gare di Montecarlo, Montreal, il GP di Germania, Spa o Monza. Questo grazie, più che al DRS - aggeggio che continua a non convincere appieno e che se usato troppo stanca, se usato poco non serve a nulla - per merito delle gomme Pirelli che sono riuscite, con una sapiente miscela di fragilità e resistenza, a non far volare troppo in alto le lattine blu, permettendo a gente come Jenson Button, ma anche a sprazzi a Fernando Alonso e Lewis Hamilton di piazzare la zampata vincente.
Di tempo e post per approfondire la stagione appena conclusa ce ne saranno eccome, vediamo però adesso  i più e i meno dalla stagione 2011, ovverosia la seconda di Seb:




Piloti
Efficace:
Vettel (E chi altri? Il 2011 di Seb rientra in quei casi di manifesta superiorità che nella storia della Formula 1 hanno avuto ben pochi interpreti. Ascari, Fangio, Clark, Stewart, Senna, Mansell, insomma nomi da far paura. Veloce come nessuno sul giro secco; chirurgico nella gestione della gara; cieco e determinato a non mollare un centimetro agli avversari; insomma un perfetto esemplare di "animale" da Formula 1. Eppure il tedesco, perlomeno da noi, gode di cattiva stampa. Vai a capire cosa frulla nella mente di chi segue la Formula 1 in Italia. D'obbligo citare anche Jenson Button perché ha quasi distrutto il compagno di squadra - uno che di nome fa Lewis Hamilton - e perché la sua vittoria in Canada rientra nei capolavori assoluti dell'automobilismo sportivo, quelle prestazioni ispirate che secoli fa producevano quadri, statue, affreschi, e adesso si limitano a vincere un GP. Citazioni anche per i debuttanti Perez e di Resta.
Webber (Non basta il brodino brasiliano per considerare sufficiente la stagione dell'australiano. Certo sarebbe stato difficile per chiunque reggere l'onda d'urto del tedesco bi campione del mondo, ma troppe volte Webber è apparso un gradino - e mezzo - sotto il compagno di squadra. Sul giro secco, al via, durante la fase di sorpasso. Lo aspetta un 2012 di rinascita, o per lui sarà probabilmente la fine di ogni velleità in Formula 1. Si è salvato in corner con un paio di vittorie convincenti, il capolavoro tedesco e quella di Abu Dhabi, ma la stagione di Lewis Hamilton non rimarrà comunque una di quelle di cui vantarsene: soprattutto perché persino in McLaren si sono dovuti ricredere sul rapporto di forza interno tra lui e Button. E' adesso per Lewis si tratta di invertire una tendenza che solo una decina di mesi fa era decisamente a suo favore. Non sarà per nulla facile)


Combattivo:
Alonso (Non diamo troppo peso alle dichiarazioni da comunicato stampa secondo cui il 2011 della Ferrari non è da buttare. Balle, di tutto il treno rosso si salva solo Fernando Alonso. Un vero leone in pista, non ci sono più aggettivi per descrivere certe sue prestazioni al limite del sacrificio umano. Non ha buttato via nulla, anzi ha guadagnato anche ciò che la 150 Italia non meritava proprio. E poi ha vinto a Silverstone, e una vittoria in Inghilterra è sempre un avvenimento che scommetto fa sorridere ancora il grande vecchio appollaiato da qualche parte lassù. Cito anche Jaime Alguersuari e Buemi, un po' per incoraggiamento, e un po' perché comunque i due le hanno provate tutte per emergere dal fondo.)
Massa (Per Felipe Massa si potrebbe ripetere un po' il discorso fatto per Webber, senza nemmeno il brodino per lui però. Nessun podio, poche volte a livello del compagno di squadra in qualifica, qualche fiammata nelle prime fasi si gara, ma nell'oblio più completo ogni volta che i giri iniziavano ad andare oltre la dozzina. Anche per lui il 2012 sarà l'ultimo appello, ma a questo punto la domanda da porsi è: a Maranello qualcuno ci crede ancora?)
 

Fortunato:
Heidfeld/Senna (Hanno avuto in dono un posto in Lotus-Renault e non lo hanno sfruttato. E c'è ben poco da recriminare poi. Certi treni passano una volta sola e se li perdi...)
Kubica (Non c'è mai stato in pista, e chissà se mai ci sarà più, ma fa rabbia pensare a quello che avrebbe potuto combinare Robert al volante di una Renault che - perlomeno nella prima parte della stagione - era sembrata in grado di lottare perlomeno per il podio.)



Auto

Efficace:
Red Bull (Ha chiuso degnamente la stagione: dominando in prova e in gara. La RB7 sarà una delle macchine di quelle da ricordare nei decenni futuri. Se poi al volante ci metti uno come Sebastian Vettel.)
 Mercedes (Difficile risolvere l'equazione Mercedes: tre incognite - Rosberg, Schumacher, la macchina - e nessuna certezza, a parte quella del cronico degrado delle gomme al posteriore. Da che parte iniziare a risolverla? Ci sono squadre che aggrappandosi al pilota migliore - o presunto tale - riescono a costruire una macchina vincente. In Mercedes hanno sotto contratto un'eterna promessa ancora a secco di vittorie, e un pilota in - netto, dolce, chiamatelo come volete ma sempre quello rimane - declino. Citazione d'obbligo per Virgin e HRT ancora spaventosamente lontane da ogni segno di normalità)
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