Supereroe

Il GP di Bari del 1948 fu una lotta furibonda, muso contro muso, ruota contro ruota, tra la Cisitalia del quarantacinquenne Felice Bonetto e la Ferrari di Chico Landi, forse il primo brasiliano a farsi un nome nelle corse europee.
A dieci giri dalla fine Bonetto è al comando, ma la Ferrari di Landi è incollata alla coda della Cisitalia del pilota italiano.
Landi prova un sorpasso in una curva, il sorpasso gli riesce, quasi: quasi perché la ruota anteriore della macchina di Bonetto rimane per un attimo bloccata tra la posteriore della Ferrari di Landi e un muretto delimitante il tracciato.
La Cistalia di Bonetto si ribalta su di un fianco, il pilota viene sbalzato dall'abitacolo e rimane stordito a bordo pista.
Un gruppo di spettatori si preoccupa di ricoverare l'incosciente Bonetto all'interno di una casa poco distante. Arriva anche il dottore per accertarsi delle condizioni del pilota, solo che proprio in quel momento Bonetto riprende conoscenza e il suo primo pensiero è uno solo: riprendere la gara.
Il dottore con l'aiuto di qualche spettatore cerca di far desistere dal proprio proposito Felice Bonetto, ma l'unico effetto è quello di venir spostati con una forza fuori dal comune. La stessa energia che permette al pilota italiano di rimettere sulle proprie ruote la Cisitalia ancora a bordo pista, rimettersi in pista, e classificarsi secondo a fine gara.

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