giovedì 1 dicembre 2011

Cosa resterà del 2011: parte 1

Nemmeno il tempo di disfare i cassoni di materiale di ritorno dall'ultimo GP della stagione che già siamo in pieno 2012. Prima la notizia del ritorno di Raikkonen in Formula 1, poi la pubblicazione della entry-list degli iscritti al mondiale di Formula 1 della prossima stagione, con l'evidente anomalia dei nove posti ancora da assegnare e una squadra- la HRT - senza nemmeno il motore.
La verità è che il desiderio di rivincita negli sconfitti è parecchio alto, ed è comprensibile perchè la "paga" data da Sebastian Vettel non ha risparmiato proprio nessuno: rossi o argento, italiani o inglesi, bianchi o neri, simpatici o antipatici. Tutti si sono ritrovati uniti nella sconfitta.
Per nulla turbati dal prossimo clima natalizio ci facciamo qui una bella rilettura di questo 2011, cercando di fissare gli avvenimenti che tra qualche anno torneranno alla mente quando si penserà alla stagione di corse appena conclusa.

1) Il dominio di Sebstian Vettel: partiamo ancora una volta da lui. 15 pole position; 11 vittorie. Cosa doveva fare di più il ragazzo? E come ebbe a dire il suo compagno di squadra durante la stagione, la Red Bull RB7 era meno dominante della macchina del 2010. Due gare su tutte che sarebbero da ricordare, ma in fondo è come stare a cercare il diamante migliore in un diadema: quella di Spa, e quella di Monza. Due gare vinte di forza dal tedesco in barba alle difficoltà di blistering - a Spa - e alla conclamata inferiorità sui rettilinei - a Monza. Senza contare il sorpasso nei confronti di Alonso al curvone di Biassono: una roba che se passi da quelle parti in questi giorni di nebbia vedi ancora le foglie degli alberi muoversi.
2) La vittoria di Button in Canada: 21° tra il 37° e il 40° giro, 15° al 43°; 10° al 51°; 9° al 52°; 4° al 55°... sino a sorprendere il leader Vettel facendogli compiere uno dei rari errori dell'anno. La prestazione di Jenson Button in quel di Montreal ha rasentato la perfezione, la trance agonistica con cui nelle fasi finali di gara è arrivato alle spalle di Vettel sembra presa da una sceneggiatura hollywoodiana. Allora, prendiamo l'agente 007 Jenson Button, lo facciamo scontrare con il compagno di squadra, gli diamo un bel drive-through, e per finire lo facciamo recuperare dall'ultimo posto. Bello no? Sì, sì, ma troppo inverosimile, chi vuoi che si beva una favola del genere. E invece è andata proprio così.
3) La vittoria di Alonso a Silverstone: sarà che la prima vittoria è arrivata proprio da quelle parti; sarà che il più delle volte una vittoria in Inghilterra è sinonimo di mondiale piloti a fine anno; fatto sta che una vittoria di una Ferrari a Silverstone è una di quegli avvenimenti da ricordare. Giusto per ribadire un certo concetto di singolarità che la Ferrari ha e deve avere nella Formula 1. Peccato che l'Alonso 2011 poi abbia avuto poche occasioni di avere tra le mani una macchina competitiva dal venerdì alla domenica, altrimenti le vittorie in questa stagione sarebbero state ben più di una.
4) La rissa continuata Hamilton-Massa: i due non se le sono certo risparmiate a partire da Montecarlo sino a New Dehli. Adesso sembra tutto a posto, ma forse è solo perchè non ci sono più gare a disposizione. Quasi sempre il modus-operandi è stato: Massa davanti impegnato a difendere la posizione che, a torto, a ragione, ditelo voi, si prende una tamponata da un rimontante Hamilton.
Questo dà spazio a  una considerazione: com'è che quest'anno Massa si è trovato così tanto spesso davanti a Hamilton? Forse Lewis avrebbe potuto evitare parecchie di queste risse, evitando certi errori in qualifica e al via. 
5) Le non stagioni di Webber e Massa: in comune hanno avuto un compagno di squadra ingombrante e, certo in misura diversa, vittorioso; e una stagione largamente al di sotto delle attese. Webber era sparito già a fine 2010, si erano fatte ipotesi su una sua forma fisica non ottimale, e un po' tutti eravamo convinti che si sarebbe presentato al volante della nuova stagione con il coltello tra i denti. E stata invece autore di una serie di prestazioni decisamente sottotono: in prova, sbagliando tutta una lunga serie di partenze, dimostrando poca incisività - tranne qualche raro caso - nei sorpassi. Per Massa siamo al limite del "missing in action". Qui entrano in gioco tanti fattori interni alla squadra, nella preparazione della vettura, nella leadership interna, nell'indirizzo dello sviluppo della monoposto, tanti, troppi fattori, ma così, ad occhio e croce, Massa dovrebbe evitare di avere per un'altra stagione Fernando Alonso come compagno di squadra.

E non è finita qui...
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