giovedì 1 dicembre 2011

Cosa resterà del 2011: parte 2

Se per il ritorno di Schumacher ci si era prearati al varco con i fucili, per quello di Rakkonen si stanno preparando i cannoni. Non passa giorno che il "sapiente" di turno non dica la sua su quanto sarà duro il rientro per il finlandese. Certo sarà difficile, nessuno afferma il contrario, ma Kimi è specie anomala e probabilmente si servirà di certe critiche per trovare forza e determinazione aggiuntiva.
In Italia poi il partito degli insulti è partito alla grande con i solito discorsi preconfezionati su quanto sia impossibile che un disadattato al limite dell'autismo - secondo autorevoli fonti televisive della domenica - possa vincere in Formula 1. Da non credere alle proprie orecchie.
Ritorniamo però ancora per un post al 2011. Gli argomenti principe prima di Melbourne erano essenzialmente tre: quanto il DRA avrebbe influito sulle vicende in pista; chi dei diversi pretendenti al titolo avrebbe tratto vantaggio dalle nuove gomme Pirelli; e l'assenza di Robert Kubica che aveva fatto intravedere un potenziale interessante nelle poche uscite del polacco al volante della Lotus Renault R31.
Proseguiamo con questo post nella carrellata di motivi particolari per cui la stagione appena conclusa verrà in qualche modo ricordata negli anni a venire.

6) L'overdose di sorpassi da DRS: continua a non convincere. Ci sono state piste - Barcellona - in cui con o senza DRS non si è sorpassato comunque; ce ne sono state altre - Istanbul - in cui la facilità di compiere sorpassi ha rasentato il ridicolo; altre - Monza - in cui la configurazione aerodinamica particolarmente scarica ha reso "inutile" l'aggeggio; infine quelle - Abu Dhabi - in cui la doppia zona ha annullato i presunti benefici del DRS. Che dire? Dare tempo all'aggeggio e a chi decide di calibrarne l'utilizzo? Il discorso sul suo utilizzo è tutt'altro che chiuso, e nel 2012 è probabile che si assisteranno ad altri esperimenti sull'argomento.
7) Le gomme Pirelli: sono state le vere trionfatrici della stagione. Quale produttore si sarebbe addossato l'onere di fornite un prodotto a una analisi superficiale poco efficace pur di privilegiare lo spettacolo? A un certo punto della stagione la tentazione di paragonare le eccezionali gomme "di roccia" Bridgestone con le Pirelli mescola "scarpina di Cenerentola a mezzanotte" sembrava tramutarsi in harakiri di quelli storici per la casa italiana. Poi ci si è resi conto che con le gomme italiane si era raggiunto il giusto equilibrio tra sicurezza e spettacolo. Sono stati incoscienti e coraggiosi, ma alla fine hanno avuto ragione loro e si stanno prendendo i giusti complimenti
8) L'affermazione di Button su Hamilton: quanti, quando a fine 2009 Jenson firmò per la casa di Woking, avrebbero scommesso su un 2011 del genere? In parecchi - chi scrive compreso - erano pronti a scommettere che l'indemoniato Lewis avrebbe fatto un sol boccone del buon Jenson. Per tanti motivi: determinazione agonistica, posizione di vantaggio all'interno del team, una sorta di predestinazione non divina ma quasi, insomma tanti motivi... invece siamo qui a rimangiarci i pensieri e le parole e a celebrare Jenson Button come uomo McLaren per eccellenza nonché vice campione del mondo ben davanti in classifica finale al compagno di squadra.
9) L'azzardo di Daniel Ricciardo: il tempo dirà se Daniel ha fatto bene ad accettare la proposta della HRT invece che starsene tranquillo in Formula Renault 3.5 ad aspettare la chiamata da mamma Red Bull. Certo non ci fosse stato Jean-Eric Vergne tra i piedi forse la risposta sarebbe un sì incondizionato: comunque è un'esperienza importante in Formula 1, e guardando i risultati Ricciardo è stato sempre a livello del più esperto Liuzzi. Ma l'impressione è che qualcuno abbia storto il naso di fronte al 2011 dell'australiano, e l'aureola del fenomeno gli si sia spenta in testa, al di là delle parole di rito. Forse la strada verso il successo adesso è un po' meno spianata.
10) L'anno senza Robert Kubica: il dubbio di cosa avrebbe combinato la Lotus Renault n° 9 con alla guida il polacco è ancora vivo adesso dopo quasi un anno. Con le partenze a rilento di Ferrari e McLaren e l'ottima forma dimostrata dalla Lotus-Renault durante la prima parte di stagione chissà che la vita per Seb sarebbe stata meno facile con la presenza di Robert in pista. Certo con i se e i ma non si fa nulla, ma lo stesso l'assenza di Kubica dal mondiale 2011 sarà paradossalmente uno dei motivi per ricordarlo.
Share this post
 
Posts RSS Comments RSS Back to top
© 2011 Yet Another F1 Blog ∙ Designed by BlogThietKe | Distributed by Rocking Templates
Released under Creative Commons 3.0 CC BY-NC 3.0