mercoledì 7 dicembre 2011

Faccio tutto io

1949, 1950, 1952: tre edizioni della 24 Ore di Le Mans con in comune una caratteristica ben definita. In tutte e tre le edizioni ci fu un pilota che cercò di portare a termine la maratona francese guidando praticamente da solo.
Ci fu prima Luigi Chinetti che nel 1949 portò alla Ferrari la prima vittoria a Le Mans guidando per 23 ore e mezza la barchetta 166 MM, e lasciando una manciata di minuti di gloria al compagno Lord Selsdon.
Una situazione simile avvenne l'anno dopo, quando Louis Rosier vinse in coppia con il figlio Jean Louis Rosier, guidando quasi per tutta la gara e lasciando il volante al figlio per la miseria di due giri.
Forse desideroso di imitare questi precedenti Pierre Levegh, pilota roccioso e un poco ottuso, prese il via dell'edizione del 1952 cercando esplicitamente di terminare la corsa guidando per tutte le 24 ore. E a Levegh - protagonista e vittima qualche anno dopo del disastroso incidente del 55 - il colpo stava quasi riuscendo, se non ci si fosse messa di mezzo la stanchezza, che gli giocò un brutto scherzo, facendolo uscire di strada irreparabilmente, a un ora dalla bandiera a scacchi e con la vittoria a portata di mano.
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