martedì 6 dicembre 2011

La Nordkurve dell'Avus

Quell'anno non si andò tutti in Germania con destinazione Adenau, classico e temibile circuito del Nurburgring. Nel 1959 ci si spostò un po' più a est.
Per ragioni prettamente politiche sconosciute ai più il GP di Germania di quell'anno venne disputato dalle parti di Berlino.
Il tracciato designato aveva un nome parecchio roboante: "Automobil Verehrsund und Ubangs Strasse", conosciuto ai più come AVUS, e traducibile rozzamente nella nostra lingua con un qualcosa del tipo "Strada per prove e traffico di automobili". Niente di che in fondo.
Il circuito era formato da due strisce d'asfalto parallele larghe 8 metri, con ai due estremi da una parte un tornantino, dall'altra un'ampia curva sopraelevata, la Nordkurve. Più pericoloso di così.
Gli organizzatori - forse prevedendo problemi - in occasione del GP di Formula 1 decisero di limitare il numero dei partecipanti a quindici, più due riserve. Lodevole iniziativa, ma che non impedì che i problemi accadessero nella gara riservata alle Sports Cars e disputata sotto la il giorno prima del GP di Formula 1.
Non appena la corsa partì, inizio a piovere e già al secondo giro ci fu la prima uscita di strada di Fritz d'Orey che andò in testa coda all'uscita della Nordkurve sbattendo contro il muretto dei box.
Nulla in confronto a quello che capito poi nel corso della stessa gara: prima l'avventura a lieto fine di Carel de Beaufort, che sparì con la sua Porsche oltre il bordo superiore della Nordkurve, ricadde senza danni al di là della pista, e cercò anche di rientrare in gara; e poi, il giro successivo, con l'incidente di Jean Behra che non ebbe la stessa fortuna. Sempre alla Nordkurve il pilota francese perse il controllo della vettura e si inabissò oltre il bordo superiore colpendo un muretto e rimanendo ucciso sul colpo.
Il giorno dopo gli organizzatori, resisi conto della pericolosità della Nordkurve decisero che in caso di pioggia la curva sopraelevata sarebbe stata no-passing zone e le macchine avrebbero dovuto passare nella zona bassa della curva. Ma ormai era troppo tardi.
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