giovedì 8 dicembre 2011

Prima di tutto gli spettatori

Vincenzo Florio era un uomo che aveva creato la Targa Florio e, come un padre con la propria prole, non si era limitato a metterla al mondo, ma l'accudiva con passione e cura nei minimi dettagli, sia nei confronti dei partecipanti che nei confronti dei siciliani. Florio era conscio che per mantenere viva una corsa che attraversava il cuore di una regione bisognava prima di tutto curare il rapporto con le persone che abitavano in questa regione.
La gente di Sicilia aveva subito preso a cuore la grande corsa sin dalle prime edizioni, si assiepava ai bordi della strada pur potendo godere di uno, al massimo due, passaggi delle vetture.
Nel 1932 Vincenzo Florio decise che bisognava fare qualcosa per ripagare la gente del tanto effetto dimostrato, e magari aumentarlo anche. Chiese così al sommo governante dell'epoca - tale Benito Mussolini - di costruirgli una strada che tagliasse la parte più impervia delle montagne siciliane attraversata dal "Medio Circuito delle Madonie".
Certo si sarebbero persi parecchi tratti caratteristici, come l'acquedotto medioevale di Polizzi, ma gli spettatori ne avrebbero giovato, avendo in questo modo dimezzato il tempo di attesa del passaggio dei concorrente: da 90 minuti a 45.
Nacque così il "Piccolo Circuito delle Madonie", la configurazione si può dire definitiva del tracciato della Madonie, sui cui si corse la Targa Florio sino al 1977.
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