Un gioco per pochi duri e fortunati.

Non è solo una questione di punti; e neppure di tempi sul giro o simpatie più o meno soggettive. Se vuoi ricevere la conferma nel tuo team, salvando il tuo cognome nella lista dei partecipanti al massimo campionato del mondo, bisogna avere dalla propria parte qualità e tempistiche giuste, perchè di piloti ce ne sono tantissimi e la fame di soldi non cessa mai.
Tolti i top-drivers, venerati e protetti dalla loro indiscutibile abilità, tutti gli altri sono costretti a combattere in pista e fuori, senza avere mai la vera sicurezza in merito al loro futuro sportivo e, ultimamente troppe volte, costretti a ingoiare rospi amari, amarissimi.
Prendi Adrian Sutil. Esperto, efficace e figura basilare nelle sorti e crescita della Force India. Lui era lì quando l'esperimento tutto indiano si è presentato al mondo delle monoposto, era lì quando si è riusciti a strabiliare nelle trasferte di Belgio e Italia 2009, era lì nel consolidare la squadra nella zona punti, un sogno tramutatosi in realtà. Eppure non si sono fatti troppi problemi ad appiedarlo in favore del nuovo che arriva, seguendo promesse e contratti precedentemente siglati in barba ai risultati conseguiti nell'ulta stagione.
Oppure il duo Buemi-Alguersuari, giovani, da anni fedeli alla causa Red Bull e in grado di diventare duri non appena il gioco cominciava a farsi duro. Ultima gara tra sorrisi e pacche sulle spalle, visi tristi e sbigottimento poche settimane dopo. Licenziati senza troppi complimenti, perchè la rotta è stata cambiata e loro, d'improvviso, si sono rilevata inutili.
E la storia si ripete sia nel passato recente (lo stesso Hùlkenberg con la Williams nel 2010) e si ripeterà nel futuro (Kubica non vestirà più la tuta nera della Lotus, nonostante amicizia e vicinanza nei momenti più duri).
Fa parte del gioco. Un gioco tutto particolare che possiede regole tutte particolari. Nulla è certo, tutto è possibile. Mentre le emozioni del tutto uguali alle nostre si mischiano con la convinzione di poter continuare il sogno, nonostante tutto sembra andare esattamente dalla parte opposta.
Forse qualche pilota sopra citato non potrà più solcare l'ambito palco della F1, scoprendo sulla propria pelle il perchè questa categoria è considerata così elitaria ed unica. Oltre che crudele.

Nessun commento:

Powered by Blogger.