Alla ricerca del senso

Non che sia un fan accanito di Vasco, ma mi è a cuore prendere un verso di una sua notissima canzone: “Voglio trovare, un senso a tante cose”. Tutti noi cerchiamo il significato in quello che facciamo o seguiamo. Il voler giustificare le nostre azioni e passioni, per poi trovarci in difficoltà quando, a mente fredda, capiamo che la passione supera l’umana concezione. E in questi ultimi mesi questa situazione di relativo imbarazzante mi è, anzi, ci è capitata più volte.
Sono sicuro che tutti noi appassionati ci siamo trovati quasi spalle al muro nel dover spiegare ad amici, parenti e conoscenti il perché di questa amore per il motorsport. La perdita di Marco Simoncelli ha scosso una nazione intera, portando a evidenziare con cruda maniacalità tutti i successivi incidenti mortali; sino a Jorge Martinez Boero, centauro della Dakar deceduto durante la prima tappa. E il più che lecito quesito si è fatto sempre più forte: “Perché”.
Alcuni tentano di mettere in ballo lo sviluppo tecnologico, vero in parte, ma ormai non più la reale base e miccia che mette in moto il mondo delle gare. E di fronte alla perdita di una persona qualsiasi cosa appare inutile e insignificante. Poi però, placato il dolore, si vanno a rivedere filmati e foto. E il sorriso è la componente comune.
Chiunque indossi un casco e un tuta, alla guida di qualsiasi mezzo, a guardare qualunque gare delle più disparate categorie, riesce a far trasparire tutta la sua felicità nell’appartenere a questo pazzo mondo. Ci si sente completi, pronti ad affrontare qualunque tipo di sfida e soprattutto immergendo anima e corpo in una infinita passione. Una prorompente fiamma che smuove gli appassionati, seguendo una strada per molti, appunto, priva di senso. In parte. Perché nell’intimità esiste la motivazione di questo folle amore, nonostante il tanto dolore subito negli anni, tranne che non esiste una parola in grado di descriverlo perfettamente agli altri. Troppo unico, personale, quasi lontano dal mondo terreno.
Lo stesso Vasco lo canta poco dopo “Anche se tante cose, un senso non ce l’ha”. Questo è il segreto.

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