Cloroformio

Sicuramente non era il suo scopo, ma alla vigilia della terza stagione della seconda era Schumacher l'impressione è che la situazione intorno al tedesco si sia congelata, o meglio cloroformizzata. Ogni attesa si è trasformata quasi in rassegnazione; ogni entusiasmo di creare un'altra leggenda in freddo calcolo e valutazione delle prestazioni del tedesco rispetto al compagno di squadra, giusto per trovare un aspetto positivo a cui aggrapparsi. Senza considerare certe sicurezze stampate nell'album dei record e adesso demolite; con la sensazione che certo uno Schumacher così potrebbe correre ancora per trent'anni galleggiando intorno al decimo posto, ma a chi interessa avere uno Schumacher così ancora per trent'anni?
A chi?
Forse a Valentino Rossi che non ha trovato di meglio che commentare con positività la longevità da quinto posto in giù del sette volte campione del mondo versione 2.  O forse a Barrichello, un altro che  probabilmente farebbe una degno comparsa anche nel mondiale dei Formula 1 del 2025 e che sembra una specie di spot del Viagra applicato alle corse. Ce la puoi fare, però...
Qualcuno potrebbe obiettare che a una certa età essere a livello di un giovane come Nico Rosberg è di per sé già un successo, ma proprio in queste considerazioni sta il non-senso di questa seconda era Schumacher.
Il "vero" Schumacher era un ciclone inenarrabile. Demoliva piste e avversari, risaliva chine impervie a piedi nudi, stendeva orchi, liberava principesse imprigionate in castelli inaccessibili, spegneva il fuoco in gola ai draghi... oddio forse questo no... e faceva anche parecchie porcate in pista.
Certo a partire da Melbourne Michael potrebbe vincerne una dietro l'altra, e allora questo mio discorso sarebbe un non senso di uno che non solo non è riuscito a diventare pilota, ma nemmeno lavorare in banca... però anche il più fedele Schumacheriano sulla terra non osa nemmeno sperare più in un lampo di competitività macchina-pilota del genere.
E allora cosa sarà di Michael alla fine di questo 2012? Speriamo in una sua vittoria, almeno, per non intristirci troppo e perché di orchi e draghi ne è ancora pieno il mondo.

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