Il campione triste

Forse l'avrà detto per far storcere il naso ai tanti giornalisti presenti in sala, quasi costretti a scrivere sul loro taccuino e successivamente articolo una, praticamente, non notizia. Alonso, in versione distaccata e quasi indispettita, ha ammesso di non sentire nessuna pressione in vista del 2012.
Si vince bene, non si vince amen.
Strategia giustissima se si vogliono evitare inutili e dannose pressioni, ma in realtà difficilmente praticabile.
Fernando sa meglio di tutti che il cavallino è costretto a vincere. E' per questo che ha deciso di prolungare il suo contratto sino al 2016, sicuro che altre squadre per aggiungere titoli in bacheca non ve ne sono; almeno per lui. Un ritorno in Mclaren è roba totalmente fantascientifica, mentre la Red Bull - se riuscirà a rimanere il toro scatenato degli ultimi tre anni - punta ai giovani talenti e si coccola il già due volte iridato Vettel. Quindi dalla sella del cavallo tutto italiano è meglio non scendere.
Addirittura lo spagnolo, in caso di stagioni future prive di risultati, sarebbe contento anche così: felice nell'aver scritto di suo pugno una mezza pagina dell'incredibile storia della Formula 1. D'altronde è stato lui a sancire la parola fine del dominio tutto rosso a partire dal 2005, ridando un po' più di movimento e incertezza ad un campionato mondiale per troppo tempo legato ad una solo coppia pilota/squadra.
Ma sono tutte frottole.
Paradossalmente, in un gioco intelligente e cinico del destino, è proprio colui che ha sancito la fine del dominio di Maranello a ricercarne uno nuovo. Magari di altrettanto durata e gloria; così da poter sostituire bocconi amari e delusioni con vittorie e, soprattutto, titoli iridati. Raggiungendo un numero degno del suo talento ed evitando una chiusura di carriera velata di tristezza ed incompletezza.
Ecco la realtà. Anche perchè il sorriso comincia a farsi merce rara sul suo viso e se si inizia l'anno nuovo con una macchina che non supera il crash-test e un umore sull'orlo dell'aggressività causa divorzi e odio verso i media...non siamo certo sulla buona strada.

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