martedì 31 gennaio 2012

Immunità

Un paio di campionati del mondo di Formula 1 vinti; un paio di 500 Miglia di Indianapolis; e un campionato CART, nel 1989, quando ancora le griglie di partenza di quella serie erano zeppe di piloti mica male.
Questo è in cifre Emerson Fittipaldi.
Paradossalmente la sua carriera fu interrotta nel 1996 da un grave incidente, ma il dato rilevante nella storia automobilistica del brasiliano è che, pur avendo corso in Formula 1 negli anni settanta, in un periodo in cui i morti e feriti a fine stagione si contavano sulle dita di un paio di mani, aver sfidato i curvoni da pieno degli ovali di mezza America, i suo incidenti rilevanti in tutta la carriera sono stati solo cinque. Cinque! Un nulla in pratica.
Al pari di Jackie Stewart l'intelligenza da pista - e parecchia buoa sorte - lo ha aiutato a scremare le situazioni in cui rischiare e quelle in cui alzare leggermente in piede. Il suo stile pulito e redditizio avrebbe potuto raccogliere molto di più in Formula 1, specialmente se non si fosse avventurato nel fallimentare progetto autarchico Copersucar. Un'avventura piena di buona volontà, e probabilmente denaro, che gli bruciò gli anni migliori della carriera, soprattutto a vedere certi suoi lampi in pista in quegli anni - dal 1976 al 1981 - nonostante la gialla vettura brasiliana frequentasse con costanza le ultime file delle griglie di partenza dei GP.
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