mercoledì 25 gennaio 2012

La Formula 1? Non a tutti i costi.

Torniamo a parlare di piloti americani, di gente che sull'ovale danzava come ballerine sul palco della Scala di Milano.
Il protagonista di turno è Rick Mears, quattro volte vincitore della 500 Miglia di Indianapolis, nonché vincitore di tre campionati CART. Insomma uno che al volante ci sapeva fare.
Nel 1980, all'apice della propria carriera, venne contattato da Bernie Ecclestone, allora ancora patron della Brabham ma già con il pallino che la Formula 1 doveva arrivare in ogni angolo del globo, per un suo eventuale esordio nel Circus.
Qualche settimana prima del GP USA Ovest di Long Beach, venne organizzata una sessione di test al volante della Brabham BT 49 sul circuito californiano di Riverside. Mears ci mise poco a convincere delle proprie capacità sia il buon Bernie, sia il pilota di punta della squadra, Nelson Piquet.
Presi dall'entusiasmo si progettò un debutto di Rick Mears in occasione del GP imminente a Long Beach, sarebbe stato sicuramente un colpo a effetto da ricordare a lungo.
Sarebbe stato... perché un paio di motivi bloccarono il tutto: ufficialmente fu colpa della FIA, che sollevò questioni burocratiche sul poco tempo a disposizione per l'iscrizione di un altro pilota alla gara; ma il vero motivo è da ricercarsi in Bernie Ecclestone - uno che avrebbe chiesto lo sponsor anche per far correre la propria madre - che tra i termini dell'accordo inserì anche l'obbligo per Mears di portare soldi alla squadra.
Per Rick Mears, uno i cui guadagni superavano di gran lunga la media dei piloti di Formula 1 dell'epoca, non ci fu nessun dubbio. No, grazie Bernie.
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