Le avventure di Keke in Can-Am

Mentre per Gilles Villeneuve, suo principale avversario in Formula Atlantic, si erano addirittura aperte le porte della squadra più prestigiosa dell'intero Circus, per Keke Rosberg i primi passi in Formula 1 furono un peregrinare tra macchine di media-bassa classifica.
Certo riuscì a vincere anche una gara, l'International Trophy sotto il diluvio, ma Theodore, Wolf, e ATS, furono le monoposto a disposizione del finlandese per la stagione 1978, quella in cui Rosberg si affacciò nella massima formula.
Nel 1979 stanco di aspettare la chiamata dalle principali squadre di Formula 1, Keke accettò l'offerta di Paul Newman per correre al volante di una Lola Spyder nella seria americana Can-Am. Poi capitò che dopo qualche mese James Hunt decise di abbandonare le corse, e si liberò un posto in Wolf, ma ormai l'impegno era preso e Keke decise di rispettarlo.
La Lola Can-Am di quell'anno era molto veloce, ma poco affidabile, e soprattutto aveva la pessima abitudine di sollecitare oltre ogni limite le gomme anteriori, causando imprevedibili problemi all'anteriore.
Lui stesso ricorda:
- Certo ero molto veloce con quella macchina, ma l'anteriore mi tradiva spesso, e soprattutto non riuscivi mai a capire quando. Durante una sessione di test a Willow Spring mi capitò di non avere più di colpo tutte e due le gomme anteriori e finii diretto nel deserto per un paio di miglia in una nuvola di polvere.
Ciò nonostante Keke vinse la prima gara della stagione a Road Atlanta, si ripetè a Watkins Glen in estate, e finì secondo in campionato alle spalle di Alan Jones, ma fu anche protagonista di una serie spaventosa di incidenti.
- Ebbi un altro brutto incidente a Laguna Seca durante le qualifiche. Il mio primo giro non fu male, ma non abbastanza. Il problema è che la mia mente mi suggerì di non provarci con un secondo giro, ma il cuore la pensava diversamente, così mi buttai al massimo verso la prima curva. In quel periodo oltre il bordo della pista c'era solo una sponda di terra e nient'altro, la gomma anteriore esplose e colpii in piena velocità quel banco di terra. Fui fortunato a non spaccarmi le gambe, visto che all'epoca si diceva che il trauma alle gambe da telaio Lola fosse la malattia più comune tra noi piloti. 

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