Non c'è il due senza il tre?

Sarà passato anche solo un giorno di questo neonato 2012 ma è già tempo di discutere sulla domandona da porsi per la stagione entrante: Sebastian Vettel riuscirà a vincere il terzo titolo piloti consecutivo?
Impresa molto, molto, difficile, perché se a due titoli consecutivi in tanti ci sono arrivati, il filotto di tre è roba di pochi eletti. Chi? Beh, i soliti noti, Fangio e Schumacher, perchè né Ascari, né Clark, nemmeno Stewart e neanche Senna ci sono riusciti. E stiamo parlando di nomi che un giorno sì e uno no vengono definiti come i migliori della pur breve storia della Formula 1.
Stare a prevedere oggi, 2 gennaio, se la RB8 sarà degna erede di una stirpe dimostratasi vincente, è roba di maghi e astrologhi, ma un argomento piuttosto evidente depone a favore del tedesco.
Un argomento che si chiama continuità: vai a vedere due nomi a caso che nel passato piuttosto recente hanno vinto i loro primi due titoli in serie, e stiamo parlando di Alonso e Schumacher, vedi che entrambi dopo aver portato a casa la doppietta, rispettivamente con Renault e Benetton, hanno cambiato casacca, entrando in un limbo da cui il primo è uscito - con gli interessi - dopo un lustro, e il secondo ne è ancora prigioniero.
Seb invece, a furia di sorrisi a tutti, ammiccamenti verso Maranello e non, se n'è rimasto buono, cercando di turbare al minimo quell'equilibrio che lo ha portato a dominare, o quasi, gli ultimi 20 GP.
Mica stupido il "povero" e sottovalutato tedesco.
E allora pronti per un 2012 con sei campioni del mondo in pista, con il ritorno di Raikkonen, l'ultimo maverick della Formula 1, ma pronti anche finalmente a considerare Vettel come uno dei migliori di ogni tempo se dovesse andare per il terzo titolo consecutivo.Perché voglio proprio vederla, anche oggi, 2 gennaio, anche senza considerare stelle e astri, una RB8 oltre la seconda fila al via del GP d'Australia.

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