giovedì 26 gennaio 2012

Quando non solo in pista si rischiava.

1947, GP di Svizzera, il circuito era quello di Berna, dove si correrà anche per qualche anno il GP valido per il campionato del mondo. Pista infida e scivolosa per via della sua pavimentazione particolare.
In quell'anno però il pericolo non venne dalla pista ma dagli spettatori che in barba a ogni stereotipo di ordine sul popolo svizzero diedero una tragica dimostrazione di indisciplina.
Bira raccontò di essersi trovato durante un giro di pista una donna che attraversava in tutta calma la strada davanti a lui; Trossi invece parlò di tratti di pista senza via d'uscita in cui da un lato c'erano alberi, dall'altro una continua barriera umana.
La prima manche si svolse senza troppi problemi, ma durante il giro d'onore il vincitore Varzi si trovò improvvisamente davanti un ragazzino impegnato ad attraversare la sede stradale. L'urto fu inevitabile e per il povero ragazzo non ci fu scampo.
L'incidente ovviamente mise in allarme squadre e piloti, venne invocato l'intervento della polizia per tenere a bada la folla, ma di gente ai bordi della pista ce n'era veramente tanta e pensare di riuscire a controllarla senza una forma di barriera fissa era proprio un'idea inapplicabile.
Si decise comunque di correre la seconda manche, ma in quelle condizioni solo un miracolo poteva evitare un'altra tragedia.
E ovviamente il miracolo non avvenne: Leslie Johnson, in lotta serrata con le Delhage di Deliges e Chabout, mise una ruota di troppo sull'erba, perdendo per un attimo il controllo della sua Talbot-Lago. Con quella ruota fuori controllo colpì due spettatori praticamente ai bordi della pista, e anche per loro non ci fu nulla da fare. Leslie Johnson distrutto si ritirò dalla corsa.
Con tre morti a bilancio venne corsa anche la finale, la vinse Wimille, davanti a Varzi, ma per evitare ulteriori problemi nessuno fece il giro d'onore.
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