Con un Diesel a Indianapolis

Il motore Diesel fece parlare di sé a Indianapolis nel 1952, sfiorando la vittoria, e dando una dimostrazione di competitività inaspettata dai più.
Fu la Cummins Engine Company, con sede a Columbus India, a schierare una vettura dotata di motore diesel, approfittando del vantaggio concesso dal regolamento in vigore all'epoca che permetteva di poter utilizzare cilindrate sino a 6600 cc, contro i 3000 permessi per i motori turbo compressi, e 4500 per gli aspirati.
L'avventura della Cummins Company a Indy iniziò nel 1931, con una vettura equipaggiata con un motore Diesel che terminò la gara al 13° posto guidata da Dave Evans. Ci riprovarono qualche anno dopo, nel 1934, e più avanti nel 1950, ma con scarso successo.
Fu nel 1952 che Frank Kurtis - costruttore americano di macchine di ogni tipo, dalla hot-rod, alle midget, passando per le monoposto da corsa, fondatore della Kurtis-Kraft - progettò una vettura commissionata dalla Cummins Company.  Il motore era un gigantesco propulsore da camion di 6750cc, fiore all'occhiello della compagnia. Un 6 cilindri in linea equipaggiato con un turbocompressore e capace di sviluppare la notevole potenza di 400 CV a 4000 giri - 50  CV in più del  classico motore dell'epoca, l'Offenhauser.
L'ostacolo principale nella progettazione fu trovare l'alloggiamento del mostruoso propulsore: la soluzione fu quello di sdraiare il motore su di un lato, piazzare il pilota al fianco, e circondare il tutto con un classico quanto efficace reticolo di tubi.
Freddie Agabashian al volante della Kurtis Cummins Diesel Special strabiliò tutti facendo segnare la pole position alla 500 Miglia di Indianapolis del 1952, ma in gara problemi di pneumatici - probabilmente causati dall'eccessivo peso della monoposto - lo costrinsero presto ai box. Riprese la pista finché arrivò il ritiro per rottura del turbocompressore, ma l'impressione che i motori diesel potessero dire la loro anche in pista era ormai definita.

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