Guerra dei regolamenti: capitolo 2012

L’arrivo in massa delle nuove monoposto 2012 sta già facendo discutere gli appassionati. Nessuna novità, visto che in un periodo di magra - motoristicamente parlando -  come questo, qualsiasi novità a quattro ruote viene sezionata in ogni sua parte da stampa e tifosi.
Potere della passione, senza dubbio.
Mentre si continuano a togliere i veli alle nuove compagne di viaggio, mi sorge un dubbio, o forse è più una curiosità. Musi con gradino, scarichi non più tanto soffiati, sistemi nascosti con estrema attenzione a occhi indiscreti per poi essere svelati non appena i giochi cominciano a farsi seri. E la FIA insegue con affanno, con in mano il suo intricato regolamento.
Gli indiavolati ingegneri propongono e la Federazione boccia. I tecnici montano e i commissari smontano. Un continuo inseguirsi che, dati alla mano, non porta da nessuna parte. Nonostante gli incredibili paletti e divieti, le monoposto del 2011 generavano livelli di carico incredibili, maggiori delle vetture odiernamente definiti “belle” - quella fino al 2008 - e in grado di viaggiare ad un ritmo pari a quelle che montavano il V10; e questo nonostante i moderni V8 siano congelati dal lontano 2006.
Le Formula 1 sono sempre più veloci, senza che la componente meccanica venga in qualche modo evoluta o mutata. Solo aerodinamica, flussi, downforce. Con questi fattori si fanno i tempi: non più con cavalli, coppia e accelerazione.
Una realtà ben conosciuta dalla FIA, pronta con ogni mezzo per evitare una escalation di evoluzione tale da rendere i piloti dei semplici tassisti. Alcuni vorrebbero regolamenti liberi, sottovalutando il potere delle varie factory dei team. Il fattore monoposto diventerebbe l’unico in grado di determinare chi vince e chi insegue. In bando a certi nomi, talento e piede destro. Ma anche in questo modo, con regole scritte e severi controllori, la situazione rimane sempre incerta e sull’orlo delle polemiche.
Charlie Whitingh sarà presente al primo test stagionale a Jerez, pronto a scovare segreti e scheletri. La speranza è quella di un campionato lontano da comunicati stampa e riunione incandescenti nel paddock, addirittura poco prima dell’inizio di un Gran Premio. Ma le sensazioni che arrivano non sono buone. Si accendano i motori.

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