Piccola stella messicana

Il debutto di Ricardo Rodriguez in Formula 1 avvenne nel GP d'Italia del 1961, a soli 19 anni, in una griglia composta da 36 vetture. Così come avvenne parecchi anni dopo nei confronti di Gilles Villeneuve, Enzo Ferrari maturò una forte stima nei suoi confronti e lo volle al volante di una sua vettura a tutti i costi.
Per il suo debutto gli venne affidato un telaio muletto Ferrari con un motore di vecchio tipo V65° rispetto al nuovo V120° montato sulle vetture dei compagni di squadra, Ghinter, Phill Hill, Von Trips e Baghetti.
Ciò nonostante Ricardo fece segnare il secondo tempo in prova, alle spalle dal leader della classifica mondiale Von Trips. Niente male per un debuttante.
In gara durante i primi giri si trovò a contendersi la testa della corsa insieme a Ghinter e Hill, prima di ritirarsi, anche se il tragico incidente tra Von Trips e Clark soffocò poi ogni possibile elogio alla sua prestazione.
L'anno dopo corse a Pau, in una gara fuori campionato, arrivando secondo dietro Maurice Trintignant. Non gli venne permesso di prendere il via al più prestigioso GP di Monaco, a causa della sua scarsa esperienza, perciò si presentò a Zandvoort per il GP d'Olanda sfoderando un'altra prestazione maiuscola prima di uscire di strada a causa della sua innata generosità e irruenza.
La gara successiva fu quella di Spa, il GP del Belgio, e sul terribile circuito della Ardenne - non certo quello mutilato dei giorni nostri - il messicano arrivò a occupare la terza posizione, prima di cedere, per ordine di scuderia, la posizione al compagno di squadra e campione in carica Phil Hill. Nonostante questo fini quarto al suo terzo GP e divenne il più giovane pilota ad aver siglato punti nel campionato del mondo di Formula 1.
Sembrava l'inizio di una folgorante carriere, invece rimasero ben poche le occasioni di ammirare il suo talento: la gara successiva, il GP di Germania, lo vide finire al sesto posto, mentre nel GP d'Italia la non competitività delle Ferrari tarpò le ali anche alla sua voglia impetuosa di vincere.
Morì qualche settimana dopo, in Messico, in una gara fuori campionato, al volante di una Lotus, in prova, cercando di battere il miglior tempo di John Surtees, Qualcosa si ruppe nella sospensione posteriore sinistra e l'uscita di strada gli fu letale.
Erano passati 74 giorni dal suo 21° compleanno, e in parecchi dissero che sarebbe diventato campione del mondo con una Ferrari. Molto probabilmente, visto poi l'evolversi degli eventi, lo sarebbe stato nel 1964.

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