martedì 14 febbraio 2012

Privilegi

Montecarlo ha sempre fatto storia un po' a sé rispetto al resto dei GP; vuoi per un fatto di prestigio, vuoi per la conformazione del tracciato - anacronistica comunque e sempre in qualsiasi epoca - e magari anche per un fatto di sicurezza. Fatto sta che nel corso degli anni l'ammissione al via del GP di Monaco non è mai stata solo una semplice questione di un tempo migliore degli altri siglato durante le qualifiche.
Prendi il 1961 per esempio: gli organizzatori ammisero al via solo 16 vetture, di cui 10 erano insindacabilmente per la coppia di piloti ufficiali della case presenti nel mondiale; in più Stirling Moss e Maurice Trintigant furono ammessi d'ufficio per aver vinto una delle edizioni precedenti del GP.
Rimanevano così quattro posti da dividersi tra  Ginther (Ferrari), Hermann (Porsche), Gendebien e Bianchi (ENB Emerysons), Allison e Henry Taylor (UDT Lotuses), Masten Gregory (Camoradi Cooper), Michael May (Lotus), e Surtees (Yeoman Credit Cooper).
Questa inghippo di regole e precedenze alla fine fece sì che Masten Gregoy si vide precluso il via della corsa pur avendo fatto segnare un tempo di 1:42:6, mentre Jack Brabham partì ultimo, registrando come miglior tempo in qualifica solo 1:44:0.
Privilegi, appunto.
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