GP Australia 2012: qualifiche

Giusto un anno fa ci si trovava tutti spaventati dalla forza della Red Bull: un Vettel in formissima lontano, troppo lontano e una stagione 2011 praticamente già segnata. Sono passati dodici mesi e il mondo sembra rovesciato: con una Mclaren pronta a riprendersi tutte quelle vittorie sfuggitegli in questi anni, insieme a una annata nel segno della battaglia e incertezza. Perché è vero che a Melbourne la Mp4/27 è stata la monoposto più efficace del colorito lotto, piazzando il super-agguerrito Hamilton e l’attento Button in prima fila, ma è anche vero che i distacchi non sono profondi e, nelle mutevoli condizioni della gara, tutto può davvero accadere.
Intanto la Lotus gioisce del talento messo in mostra da Grosjean (terzo negli ultimi intensi minuti della Q3) e cerca di capire il perché Raikkonen si sia distratto proprio nel momento meno opportuno.
L’umore in casa Mercedes è perfettamente spiegato dal sorrisetto beffardo di Norbert Haug trasmesso in mondovisione. Le frecce d’argento sono tornate a far paura e Schumacher riesce sopperisce alla mancanza di decimi con la sua immensa esperienza. Il più fresco Rosberg tenta l’assalto ma cede alla pressione e racimola un settimo tempo tra lunghi e correzioni, mentre il sette volte campione del mondo si piazza quarto davanti ad una miriade di ragazzi che un tempo seguivano i suoi trionfi dalla TV di casa. 43 anni di bravura e tenacia che in gara potranno dire sicuramente la loro.
Tra queste giovane leve si aggiunge anche Sebastian Vettel, passato dalle gioie ai dolori. La nuova RB8 non sembra tra le monoposto più veloci e il campione del mondo in carica non riesce a trarne il massimo potenziale. Sesta piazza con Webber a precederlo (lui addirittura senza Kers). Di tempo per tornare in forma ce ne è, ma adesso quelli che fanno paura non sono più loro.
Tanta paura la fa anche la Ferrari, magistralmente interpretata dal viso nero e duro di Fernando Alonso al rientro del paddock. Lo spagnolo ancora una volta deve portare al limite la sua rossa ma questa volta sbaglia, si insabbia e manda a quel paese il commissario di turno. Dodicesimo nella tabella dei tempi con la certezza di avere tra le mani un’altra monoposto non efficace. Massa si lamenta del poco carico aerodinamico e si piazza in fondo, Pat Fry rivoluziona ma fallisce, Domenicali ora rischia davvero le sfuriate di tifose e presidente Montezemolo. Non male come inizio.
Da sottolineare infine l’ottavo tempo di Maldonado, efficacissimo nei giri secchi e il nono crono di Hùlkenberg, in spolvero nonostante un intero anno passato in panchina.
Domani sarà un altro giorno, ma Hamilton là davanti non promette nulla di buono... per tutti gli altri ovviamente.
Qui sotto la classifica della Q3.

1. Lewis Hamilton (McLaren-Mercedes) 1'24"922
2.
Jenson Button (McLaren-Mercedes) 1'25"074
3. Romain Grosjean (Lotus-Renault) 1'25"302
4. Michael Schumacher (Mercedes) 1'25"336
5. Mark Webber (Red Bull-Renault) 1'25"651
6. Sebastian Vettel (Red Bull-Renault) 1'25"668
7. Nico Rosberg (Mercedes) 1'25"686
8. Pastor Maldonado (Williams-Renault) 1'25"908
9.
Nico Hulkenberg (Force India-Mercedes) 1'26"451
10. Daniel Ricciardo (Toro Rosso-Ferrari) Senza Tempo

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