A un passo dalla gloria

Ci fu ben poca gloria per l'avventura autarchica della Copersucar e di Emerson Fittipaldi, a metà degli anni settanta. Il pilota brasiliano - due volte campione del mondo - mollò il volante d'oro di una McLaren, per occupare quello molto meno competitivo di una Copersucar, tra lo stupore generale.
Le delusioni si susseguirono una dopo l'altra, e Emerson passò, nel breve volgere di un paio d'anni, da uno dei piloti di punta del Circus, a una specie di vecchia leggenda sul viale del tramonto.
La F5A schierata nel 1978 fu però una delle vetture migliori prodotte dalla squadra brasiliana, e la dimostrazione della sua competitività si ebbe sin dalle prime gara della stagione.
In particolare durante la corsa di casa, il GP del Brasile, corso in quell'occasione per la prima volta al Jacarepagua, Fittipaldi da subito si rese subito protagonista, e non solo per le prestazioni.
Galvanizzato dalla competitività della macchina e dal tifo locale, Emerson non esitò anche a prendere a pugni un commissario, reo di non averlo aiutato a riprendere la pista durante le prove dopo un'escursione nelle vie dì fuga della pista brasiliana. In parecchi finsero di non aver visto, e il giorno della gara - giornata torrida da 37 gradi nell'aria e 80 sull'asfalto - Fittipaldi si schierò con la macchina di riserva a causa di problemi di avvio del motore della monoposto ufficiale.
Quel giorno era però evidentemente destino che la macchina dello zucchero brasiliano incontrasse il proprio momento di gloria: dalla quinta fila Emerson inizio sin dai primi giri una risalita furiosa. Al 6 giro di 63 era già sesto. Al giro 47  raggiunse un gruppo di vetture composto da Villeneuve e Tambay: entrambi finirono fuori pista e 10 giri dopo Fittipaldi si trovò a superare la Lotus di Mario Andretti alla "Curva Sul" conquistando tra l'entusiasmo e il delirio del pubblico presente il secondo posto.
Purtroppo per lui, e la torcida brasiliana, Carlos Reutemann su Ferrari stava veleggiando verso la vittoria con 40 secondi di vantaggio, e con 6 giri da compiere per Emerson la corsa verso la gloria si interruppe lì.
Arrivò secondo, un risultato comunque eccezionale, e quello fu l'apice dell'avventura Copersucar in Formula 1.

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