GP Bahrain 2012: qualifiche

Faceva strano vedere un artista del giro singolo come Sebastian Vettel più volte dietro al suo - certo ritonato furioso combattente - compagno di squadra. Evidentemente la decisa perdita competitività della Red Bull rispetto allo strapotere del 2011 è stato un deciso colpo al morale del tedesco, costretto a sgomitare in pista per posizione prima appena sufficienti per la sua insaziabile sete di gloria. Risultato?
Tre appuntamenti sottotono con Newey alla ricerca della configurazione vettura - e del rompicapo scarichi - più performante. Un lavoro lungo e soprattutto continuo, ma con frutti dal sapore estremamente dolce per tutti. Solo sette giorni dopo l’insipida Cina, i campioni del mondo in carica tornano in alto, e Vettel ricomincia con i suoi capolavori nel giro secco.
La sua odierna pole position è arrivata proprio all’ultimo minuto disponibile, con un tempo addirittura quattro decimi più basso rispetto al suo best-time segnato precedentemente. Un netto miglioramento non riuscito a tutti gli altri, più o meno rimasti in linea con i loro tempi e costretti a dimenticare la prima casella in griglia.
I giochi però sono tutto fuorché decisi, non solo visto l’equilibrio di prestazioni tra Red Bull, Mclaren e Mercedes ma anche per il fattore degrado pneumatici, tanto importante quanto sentito causa le temperatura che caratterizzano il Sakhir.
Lewis Hamilton nutre viva speranza nel riuscire a centrare la sua prima vittoria stagionale, Webber cerca altri importanti punti iridati, e Button è pronto a gestire con la consueta maestria l’usura delle gomme Pirelli.
Tutti questi precedono Rosberg, quinto e leggermente contrariato viste le premesse delle libere. Il figlio d’arte non è riuscito a sfruttare al 100% il potenziale della sua Mercedes, rimasta incredibilmente orfana di Schumacher addirittura dalla Q1 causa, a quanto detto, di un malfunzionamento del suo DRS e quindi anche dell’F-Duct di stampo tedesco.
Bellissimo sesto tempo per un fantastico Ricciardo, decisamente più veloce del suo compagno/rivale Vergne, settimo Grosjean prima Lotus in griglia. Raikkonen infatti poteva tranquillamente entrare nella Q3, ma una tattica infelice - quanto voluta e azzeccata lo sapremo solo domani - lo ha relegato all’undicesima piazza, dietro anche alla Force India di Paul di Resta, a quanto sembra boicottata dalla FOM a causa della faccenda i venerdì.
La Ferrari ringrazia ancora una volta. Fernando Alonso in primis, l’unico in grado di nascondere con sorrisi e coraggio una situazione tecnica disastrosa. La F2012 è una monoposto da media classifica, dietro persino alla Sauber e a livello della Williams. Lo spagnolo sacrifica tutte le sue gomme morbide per entrare nella fase finale del sabato, ma più il tempo passa più la situazione appare disastrosa. Lo si vede anche da Felipe Massa, tornato a viaggiare a ritmi sufficienti eppure appena 14esimo, reo semplicemente di aver adottato una tattica normale cercando di utilizzare il meno possibile le mescole più soft. A Maranello si racconta di un Montezemolo furioso.
Domani gara da non perdere, nonostante quel sapore amaro nel correre in un paese smosso dalle proteste e battaglia tra civili e forze armate. Show must go on.
Qui sotto i tempi della Q3.




1. Sebastian Vettel - Red Bull-Renault - 1'32"422

2. Lewis Hamilton - McLaren-Mercedes - 1'32"520

3. Mark Webber - Red Bull-Renault - 1'32"637

4. Jenson Button - McLaren-Mercedes - 1'32"711

5. Nico Rosberg - Mercedes - 1'32"821

6. Daniel Ricciardo - Toro Rosso-Ferrari - 1'32"912

7. Romain Grosjean - Lotus-Renault - 1'33"008

8. Sergio Perez - Sauber-Ferrari - 1'33"394

9. Fernando Alonso - Ferrari - senza tempo

10. Paul di Resta - Force India-Mercedes - senza tempo

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