mercoledì 11 aprile 2012

La seconda volta

Se la prima di Villeneuve in Ferrari non fu un gran successo, la seconda fu addirittura peggiore, e anche di molto.
Chiamato a sostituire il "traditore" Niki Lauda al crepuscolo della stagione 1977, l'inesperto Villeneuve si trovö a debuttare a casa sua, GP del Canada a Mosport, al volante di una vettura scorbutica come la Ferrari 312 T2.
Il risultato fu un'uscita di pista davanti alla sua gente accorsa in gran massa per assistere al debutto del proprio idolo.
La successiva prova, nonchè ultima gara di quella stagione, fu il GP del Giappone, da corrersi su quel circuito del Fuji che tanto aveva fatto soffrire gli uomin in rosso giusto dodici mesi prima.
E le cose - campionato del mondo appena conquistato da Lauda giusto qualche settimna prima a parte - non sembravano granchè migliorate per le Ferrari.
In qualifica Villeneuve non riuscì a far meglio del ventesimo tempo, ma era la mancanza di controllo sulla 312T2 che preoccupava Gilles:
- La macchina sembra avere una capacità decisionale tutta sua, l'unica cosa che posso fare è aspettare di avere le ruote dritte e schiacciare a più non posso l'acceleratore, se provo ad accellerare con una delle ruote storte la macchina se ne va per i fatti suoi. L'unica cosa che funziona sono i freni.
E forse fidandosi troppo dei freni la domenica Villeneuve finisce, dopo pochi giri, addosso alla Tyrrell di Ronnie Peterson alla fine dell'interminabile rettilineo di partenza, decollando sulle ruote posteriori, e concludendo la sua corsa -  dopo aver disperso buona parte dei componenti della T2 per metà Giappone - falciando un gruppo di persone posizionate in un luogo a loro proibito.
Il bilancio fu di parecchi feriti e due morti. Villeneuve ritornò ai box confuso, il giorno dopo la polizia giapponese ascoltò lui e Peterson cercando di ricostruire gli eventi: addirittura lo svedese fu costretto a percorrerre un giro di pista al volante della P34 per dimostrare l'idoneità della propria Tyrrell.
Alla fine i due piloti vennero scagionati, ma ci volle tutta l'autorità e il carisma di Enzo Ferrari per difendere la posizione di Villeneuve nei confronti della stampa di mezzo mondo, che continuava a chiedersi il perchè dell'ingaggio di quel canadese dall'uscita di pista tremendamente facile.
Ferrari lo sapeva, e sapeva anche che solo lui poteva sapere.

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